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CronacaTorino

Accise sul gasolio, sequestrati oltre un milione di euro a una società di Torino

La società avrebbe presentato all’Agenzia delle dogane e dei monopoli diverse dichiarazioni sostitutive non veritiere per ottenere il cosiddetto “credito accisa sul gasolio commerciale”

Gabriele Farina

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TORINO – Oltre un milione di euro tra disponibilità finanziarie e patrimoniali è stato sequestrato dalla Guardia di finanza di Torino nell’ambito di un’indagine su una società di capitali attiva nel settore del trasporto merci su strada. Il provvedimento, coordinato dalla Procura della Repubblica di Torino, riguarda la società e i suoi due amministratori, uno formalmente in carica e l’altro ritenuto dagli investigatori amministratore “di fatto”.

L’operazione nasce da una verifica fiscale condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Torino per accertare il corretto assolvimento degli obblighi relativi alle accise sui prodotti energetici.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tra il 2021 e il 2025 la società avrebbe presentato all’Agenzia delle dogane e dei monopoli diverse dichiarazioni sostitutive non veritiere per ottenere il cosiddetto “credito accisa sul gasolio commerciale”. Si tratta dell’agevolazione riconosciuta in relazione ai consumi di carburante dei veicoli utilizzati dalle imprese di autotrasporto.

Le dichiarazioni contestate avrebbero consentito, secondo l’ipotesi accusatoria, di sottrarre all’accertamento e al pagamento dell’accisa prodotti energetici per un valore superiore a un milione di euro. Il credito così maturato sarebbe stato successivamente utilizzato dalla società per effettuare indebite compensazioni fiscali per oltre 900 mila euro.

L’indagine e il presunto amministratore di fatto

L’inchiesta si è poi ampliata su delega della Procura di Torino, con ulteriori accertamenti di polizia giudiziaria e verifiche sui rapporti bancari della società.

Gli approfondimenti avrebbero permesso agli investigatori di ricostruire, allo stato attuale delle indagini preliminari, una serie di presunte violazioni tributarie e di individuare anche operazioni di reimpiego e reinvestimento dei profitti che sarebbero stati ottenuti attraverso le condotte contestate.

Dalle indagini sarebbero inoltre emersi elementi ritenuti significativi sulla possibile riconducibilità dell’amministrazione effettiva dell’impresa a una persona diversa dal rappresentante legale formalmente indicato.

Alla società e ai due amministratori vengono contestate, a vario titolo e nell’attuale fase delle indagini, le ipotesi di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, autoriciclaggio, indebita compensazione, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e sottrazione all’accertamento o al pagamento dell’accisa sui prodotti energetici.

Sequestrata anche una Ferrari Purosangue

Sulla base degli elementi raccolti, l’autorità giudiziaria ha disposto il sequestro preventivo di disponibilità finanziarie e patrimoniali per oltre un milione di euro, ritenute corrispondenti ai presunti profitti delle condotte contestate.

I militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Torino hanno quindi eseguito i provvedimenti, anche quello emesso in via d’urgenza dal pubblico ministero, sottoponendo a vincolo somme presenti sui conti correnti e beni per un valore complessivo pari a quello stabilito dall’autorità giudiziaria.

Tra i beni sequestrati figura anche una Ferrari Purosangue, risultata nella disponibilità della persona ritenuta dagli investigatori l’amministratore “di fatto” della società.

Nel corso dell’operazione sono state inoltre effettuate perquisizioni domiciliari e presso i locali dell’impresa. Gli accertamenti sono finalizzati a recuperare ulteriore documentazione ed elementi utili alla prosecuzione dell’inchiesta.

Come previsto dalla legge, le contestazioni dovranno ora essere valutate nel corso del procedimento e le responsabilità degli indagati dovranno essere accertate nelle successive fasi giudiziarie.

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