CronacaTorino
Trofarello, due minorenni entrano in un cantiere e salgono sul tetto: la denuncia del sindaco
«Ma noi, con i nostri figli, parliamo ancora?», è la domanda scelta da Napoletano per chiudere la sua denuncia.
TROFARELLO – Sono entrati in un cantiere allarmato e custodito e sono arrivati fino al tetto, esponendosi a un rischio potenzialmente molto grave. A denunciare l’episodio è il sindaco di Trofarello Stefano Napoletano, che ha raccontato quanto accaduto attraverso un post pubblicato sui social.
A documentare la situazione è una fotografia, pubblicata dal primo cittadino, che mostra l’area interessata. Secondo quanto riferito da Napoletano, a entrare nel cantiere sarebbero stati due ragazzi minorenni.
Non una semplice bravata, dice il sindaco, ma un comportamento che avrebbe potuto avere conseguenze molto serie. Il cantiere, infatti, è allarmato e custodito e l’accesso all’area comportava già di per sé un rischio per l’incolumità. Ancora più pericoloso, sottolinea Napoletano, il fatto che i due ragazzi abbiano raggiunto e camminato sul tetto.
L’allarme alle Forze dell’Ordine
Di fronte alla situazione, il sindaco ha spiegato di aver avvisato le Forze dell’Ordine e l’impresa che gestisce il cantiere. Subito dopo si è recato personalmente sul posto, con l’intenzione di rintracciare i due ragazzi e parlare con loro.
«Da padre e da sindaco», ha scritto Napoletano, chiarendo di non voler trasformare l’episodio in una semplice ramanzina.
L’obiettivo, nelle intenzioni del primo cittadino, era piuttosto quello di far comprendere ai ragazzi la gravità del comportamento e soprattutto il pericolo al quale si erano esposti.
Ma quando è arrivato sul posto, i due minorenni avevano già lasciato il cantiere.
«Non è una bravata»
È proprio questo l’aspetto che ha spinto il sindaco a una riflessione più ampia.
Napoletano definisce l’episodio «un fallimento educativo grande come una casa», chiamando in causa famiglia, scuola e istituzioni, senza escludere nessuno.
«Non è una bravata», scrive il sindaco, secondo cui dietro comportamenti di questo tipo ci sarebbe una convinzione pericolosa: quella che «al giorno d’oggi, tutto sia permesso e che le regole possano essere ignorate».
Parole dure, accompagnate però dalla preoccupazione per l’incolumità dei due ragazzi. Il rischio, infatti, non sarebbe stato soltanto quello di violare le regole di accesso a un’area di cantiere, ma di incorrere in un incidente dalle conseguenze imprevedibili.
La domanda del sindaco ai genitori
Il post si conclude con una domanda rivolta a tutta la comunità, ma prima di tutto allo stesso sindaco.
«Ma noi, con i nostri figli, parliamo ancora?», è la domanda scelta da Napoletano per chiudere la sua denuncia.
Una riflessione che va oltre il singolo episodio di Trofarello e che chiama in causa il rapporto tra adulti e adolescenti, il rispetto delle regole e la capacità di riconoscere i rischi delle proprie azioni.
L’auspicio del sindaco sembra essere quello di trasformare un episodio potenzialmente pericoloso in un’occasione per interrogarsi su quanto gli adulti riescano ancora a comunicare con i ragazzi e a trasmettere loro il senso del limite e della responsabilità.
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