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A Torino i chioschi abbandonati avranno nuova vita: tra le offerte migliori quelle di Ireti e Allemandi

La società Ireti è risultata prima in graduatoria per ben 13 chioschi, mentre 2 strutture dovrebbero andare ad Allemandi

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TORINO – Entra nella sua fase conclusiva il piano promosso dall’Amministrazione comunale per fare rinascere i chioschi abbandonati e trasformarli in nuovi presidi di socialità, cultura e piccola impresa nei quartieri cittadini. Questa mattina, con l’ultima seduta della commissione di gara, si è giunti alla pubblicazione della graduatoria provvisoria per i primi 30 chioschi messi a bando.

Il provvedimento rappresenta il culmine di un lungo iter avviato dalla Città, che ha visto dapprima il censimento di 334 strutture sull’intero territorio comunale, seguito da una consultazione pubblica nell’estate del 2025 per misurare l’interesse di cittadini e operatori economici, e infine dal bando pubblico per la concessione del diritto di superficie. Le procedure hanno riguardato unicamente le aree relative a manufatti già oggetto di provvedimenti di revoca o decadenza.

Chi sono i nuovi gestori

Con la conclusione dei lavori della commissione, le offerte presentate tracciano già la mappa dei futuri concessionari. La società Ireti è risultata prima in graduatoria per ben 13 chioschi, mentre 2 strutture dovrebbero andare ad Allemandi. Le restanti assegnazioni vedono tra i vincitori un mix di aziende locali, attività di ristorazione e realtà sociali: da De Marchi a Jonisa Reci, passando per Immo-Partner, Caffè Maker, l’associazione Torino Città per le Donne, PDN e la Cooperativa Frassati, che si è aggiudicata il chiosco di piazza Risorgimento 32.

Gli aggiudicatari otterranno la proprietà temporanea dell’area e si faranno carico sia degli interventi di manutenzione che del funzionamento dei chioschi per tutta la durata della concessione.

Prossimi passi e nuovi bandi

Nei prossimi giorni la graduatoria provvisoria sarà consultabile nella sezione bandi del sito del Comune. L’aggiudicazione definitiva arriverà al termine delle consuete verifiche tecniche sui requisiti e sulle proprietà delle aree.

“Siamo soddisfatti del lavoro sin qui svolto – spiega l’assessora al Bilancio Gabriella Nardelli -. Fin dall’inizio abbiamo capito che la sfida era anzitutto quella di riordinare una disciplina complicata e poco omogenea.

Dal punto di vista delle destinazioni di utilizzo il quadro finale è variegato, come era auspicabile, e presenta offerte di carattere culturali, sociale, di intrattenimento, di somministrazione, oltre che proposte per migliorare i servizi alla cittadinanza.

Anche se non era l’obiettivo principale di questa procedura non va poi sottovalutato il fatto che tutti i lotti sono stati assegnati a un valore maggiore della base d’asta e, in qualche caso, gli incrementi sono stati rilevanti. Per gli 8 lotti andati deserti sarà necessaria qualche ulteriore e più articolata riflessione, in quanto ben 4 di questi non avevano limitazioni di destinazione”.

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