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L’azienda ospedaliera di Novara sarà il secondo IRCCS pubblico in Piemonte: al via l’iter di riconoscimento

Parere favorevole della Giunta regionale alla proposta dell’assessore Riboldi. L’obiettivo è di creare una rete di sette IRCCS pubblici in Piemonte

Marco Lovisolo

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NOVARA – Il Piemonte avrà presto un nuovo IRCCS (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico). La Giunta regionale del Piemonte, riunita oggi, ha infatti dato ufficialmente il via all’iter per il riconoscimento come IRCCS dell’Azienda ospedaliero-universitaria Maggiore della Carità di Novara, nell’area tematica di ematologia e immunologia.

Sì alla proposta di Riboldi: si parte da base solida

L’organo regionale si è espresso favorevolmente sulla proposta dell’assessore alla sanità Federico Riboldi. Prossimo passo sarà la trasmissione dell’istanza, corredata dal dossier e dalla documentazione prevista, al Ministero della Salute per la prosecuzione del percorso.

La Giunta ha ritenuto la candidatura fondata su un patrimonio clinico, assistenziale e scientifico già ben consolidato: il Maggiore della Carità è considerato infatti un hub di riferimento regionale per la gestione dei pazienti ematologici e immunologici ad elevata complessità e, in sinergia con l’Università del Piemonte Orientale, un polo di eccellenza clinica, assistenziale, didattica e di ricerca.

«Oggi l’AOU di Novara compie un altro passo importante nel percorso verso il riconoscimento a IRCCS» – sottolineano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore Riboldi – «Il Maggiore della Carità ha tutte le caratteristiche per affrontare questa sfida: competenze cliniche e scientifiche di grande valore, una forte vocazione alla ricerca e una solida integrazione con l’Università del Piemonte Orientale. Come Regione crediamo in questo progetto e lo accompagneremo con convinzione nei prossimi passaggi dell’iter. Il riconoscimento ottenuto ad Alessandria, primo IRCCS pubblico del Piemonte [in area tematica di cardiologia e pneumologia, ndr], ci ha dimostrato che la strada intrapresa è quella giusta e vogliamo proseguire in questa direzione».

Altri IRCSS pubblici in Piemonte?

«Il nostro obiettivo non è creare singole eccellenze isolate, ma costruire una vera rete piemontese della ricerca sanitaria, capace di collaborare, attrarre professionalità e finanziamenti e rendere il nostro sistema sanitario sempre più competitivo a livello nazionale e internazionale» – proseguono Cirio e Riboldi – «In particolare, questo atto conferma la centralità che il Piemonte assegna al polo sanitario di Novara a partire dalla realizzazione della nuova Città della Salute, per cui il commissario Corsini ha assegnato i lavori». In quest’ultimo passaggio, Riboldi si riferisce alla firma, avvenuta il 30 aprile scorso, sul percorso autorizzativo che vedrà l’avvio dei lavori entro l’estate del prossimo anno, lavori la cui conclusione è prevista entro 5 anni.

Per la Regione, il riconoscimento di Novara sarà i secondo tassello di una strategia più ampia per potenziare la ricerca sanitaria pubblica piemontese. Il Piano Socio-Sanitario Regionale 2025-2030 individua infatti sette percorsi per la creazione di nuovi IRCCS: oltre ad Alessandria-Casale Monferrato e Novara, riguardano le Scienze pediatriche all’OIRM-Sant’Anna, le Scienze nefrologiche nell’Asl Città di Torino, le Scienze ortopediche al Cto, le Scienze trapiantologiche alla Città della Salute e della Scienza di Torino e un ulteriore percorso presso l’Aou San Luigi Gonzaga di Orbassano.

Per accompagnare questi progetti la Regione ha inoltre costituito un gruppo di lavoro dedicato ai nuovi IRCCS, proprio con il compito di supportare la Direzione Sanità e le Aziende nei percorsi di riconoscimento.
del Piemonte.

Soddisfatta Forza Italia

«Dietro ogni progetto sanitario ci sono innanzitutto i pazienti e le loro famiglie. Diventare IRCCS significa poter attrarre ricercatori, professionisti altamente qualificati, nuove risorse e sperimentazioni, favorendo l’accesso a diagnosi sempre più precise e a terapie innovative e personalizzate» – dichiara con soddisfazione Annalisa Beccaria, vicecapogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale – «Significa soprattutto rafforzare il diritto dei cittadini novaresi e del Piemonte nordorientale a ricevere cure di altissimo livello vicino a casa, riducendo la necessità di rivolgersi a strutture di altre regioni».

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