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CronacaTorino

Fuel Card della Polizia clonate per rubare carburante: un arresto a Torino

Secondo quanto emerso dall’indagine, gli autori della frode avrebbero utilizzato le Fuel Card per rifornire una cisterna della capacità di circa 1.000 litri.

Gabriele Farina

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TORINO – Un sistema organizzato per clonare e utilizzare fraudolentemente le Fuel Card, comprese alcune in dotazione alla Polizia di Stato, è stato scoperto dalla Squadra Mobile di Torino al termine di un’articolata attività investigativa. Un uomo è stato arrestato nell’ambito di un’operazione che ha coinvolto complessivamente quattro persone.

L’indagine è partita da una comunicazione di notizia di reato trasmessa dalla Squadra Mobile di Bari alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino. A far scattare gli accertamenti era stata la denuncia del IX Reparto Mobile di Bari, che aveva rilevato alcune anomalie nei rifornimenti associati a veicoli della Polizia di Stato.

In particolare, erano stati individuati rifornimenti effettuati in date, orari e distributori che non risultavano compatibili con l’utilizzo dei mezzi istituzionali ai quali erano associate le carte.

Le Fuel Card clonate utilizzate per riempire una cisterna

Gli investigatori della Squadra Mobile di Torino hanno acquisito le immagini degli impianti di videosorveglianza dei distributori interessati, ricostruendo le modalità con cui venivano utilizzate le carte clonate.

Secondo quanto emerso dall’indagine, gli autori della frode avrebbero utilizzato le Fuel Card per rifornire una cisterna della capacità di circa 1.000 litri. Un quantitativo di carburante che, secondo gli investigatori, sarebbe stato destinato alla successiva rivendita.

L’incrocio tra le immagini registrate dagli impianti e i dati relativi al traffico telefonico avrebbe quindi consentito di individuare due persone ritenute utilizzatrici delle carte clonate e altre due che, secondo la ricostruzione investigativa, avrebbero acquistato il carburante ottenuto fraudolentemente.

Trovate 30 Fuel Card clonate e materiale per la clonazione

La svolta è arrivata durante le perquisizioni disposte nei confronti dei quattro indagati. Nel corso di una di queste, gli investigatori hanno trovato 30 Fuel Card clonate insieme a materiale ritenuto idoneo alla clonazione di carte elettroniche.

Gli elementi raccolti hanno portato all’arresto dell’uomo ritenuto dagli investigatori il principale responsabile del sistema di clonazione.

L’indagato è stato arrestato per l’ipotesi di indebito utilizzo e falsificazione di strumenti di pagamento diversi dai contanti. È stato inoltre denunciato in stato di libertà per le ipotesi relative alla detenzione, diffusione e installazione di apparecchiature e altri mezzi ritenuti idonei all’accesso a sistemi informatici e telematici.

L’operazione ha permesso agli investigatori di ricostruire, secondo l’accusa, i diversi ruoli all’interno del sistema: dagli utilizzatori delle Fuel Card clonate agli acquirenti del carburante, fino alla persona ritenuta responsabile della clonazione delle carte.

Sono stati inoltre sequestrati gli strumenti considerati dagli investigatori funzionali alla clonazione, interrompendo il meccanismo attraverso cui il carburante veniva sottratto e successivamente destinato alla rivendita.

Il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari. Per tutti gli indagati vale quindi la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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