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BiellaCronaca

Dottoressa di Biella perquisita e interrogata: è una dei 23 medici coinvolti nell’inchiesta sui CPR

Gli investigatori avrebbero ispezionato l’appartamento e sequestrato computer, cellulare e tablet, per poi accompagnarla in questura per un interrogatorio durato diverse ore

Gabriele Farina

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BIELLA – Sono 23 i medici perquisiti in diverse città italiane nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Ravenna sul presunto rilascio di certificati medici falsi finalizzati a impedire il trattenimento nei Centri di permanenza per il rimpatrio (CPR) di cittadini stranieri. Tra i professionisti coinvolti c’è anche una giovane dottoressa di Biella, secondo quanto riferito dal deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Marco Grimaldi.

La vicenda è stata portata all’attenzione del Parlamento dallo stesso Grimaldi, che ha depositato un’interrogazione ai ministri dell’Interno e della Salute, Matteo Piantedosi e Orazio Schillaci.

La testimonianza della dottoressa di Biella

Secondo il racconto riferito da Grimaldi, la giovane medico biellese sarebbe stata raggiunta nella notte da un provvedimento di perquisizione. Gli investigatori avrebbero ispezionato l’appartamento e sequestrato computer, cellulare e tablet, per poi accompagnarla in questura per un interrogatorio durato diverse ore.

Il deputato di Avs sostiene che la professionista sia una dei 23 medici sottoposti a perquisizione e sottolinea che, secondo quanto riferito, solo uno dei 23 risulterebbe indagato nell’inchiesta.

Si tratta di elementi che dovranno essere verificati nell’ambito dell’indagine della Procura di Ravenna e rispetto ai quali eventuali responsabilità dovranno essere accertate nelle sedi competenti.

L’attacco di Grimaldi

Grimaldi ha contestato anche le dichiarazioni del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, che avrebbe invocato la radiazione dall’albo per i medici coinvolti nella vicenda.

«Il Ministro Salvini, che invoca già la radiazione dall’albo, mi dica se è così che si attuano i controlli su persone nemmeno iscritte nel registro degli indagati», afferma il deputato.

Grimaldi sostiene inoltre che l’indagine debba essere valutata tenendo conto delle condizioni di salute delle persone trattenute nei CPR. Secondo il parlamentare, si tratta di strutture nelle quali sarebbero presenti persone fisicamente e psicologicamente fragili e dove, a suo giudizio, si registrerebbero criticità legate anche all’uso di psicofarmaci, agli atti di autolesionismo e ai suicidi.

L’interrogazione ai ministri dell’Interno e della Salute

Con l’interrogazione parlamentare, Avs chiede quindi chiarimenti al governo sulla vicenda e sulle modalità con cui sono state condotte le perquisizioni nei confronti dei professionisti.

«Non so quale sarà l’esito di questa inchiesta», afferma Grimaldi, «ma conosco molto bene la realtà di quei Centri».

Il deputato collega infine la vicenda al ruolo dei medici chiamati a valutare le condizioni di salute delle persone trattenute nei CPR, sostenendo che la tutela sanitaria debba rimanere centrale anche nel contesto delle procedure di rimpatrio.

L’inchiesta della Procura di Ravenna dovrà ora stabilire se vi siano state irregolarità nella redazione dei certificati contestati e, più in generale, eventuali responsabilità individuali. Le perquisizioni e l’iscrizione nel registro degli indagati, quando presente, non equivalgono a una responsabilità accertata.

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