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Castellamonte, torna alla luce la mappa del Settecento: il restauro è quasi completo

La carta risale alla seconda metà del Settecento e venne realizzata nell’ambito del primo catasto generale del Regno di Sardegna. Le sue dimensioni sono notevoli: 2,70 metri per 3,70 metri.

Gabriele Farina

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CASTELLAMONTE – Una grande mappa catastale realizzata nel Settecento per raccontare il territorio di Castellamonte torna progressivamente al suo antico splendore. È in corso infatti il restauro dell’antica carta del Catasto di Castellamonte, un documento di particolare valore storico perché rappresenta, allo stato attuale delle conoscenze, l’unica mappa catastale della città anteriore al 1900.

A fare il punto sul progetto è l’Associazione Culturale Terra Mia, che nella mattina di martedì 15 settembre ha visitato il Laboratorio Carta e Fotografia del Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale, dove è in corso l’intervento sulla preziosa carta.

All’incontro hanno partecipato, per La Venaria Reale e il Centro Conservazione e Restauro, lo storico dell’arte Luca Avataneo, la restauratrice Ambra d’Aleo e lo storico Tomaso Ricardi di Netro.

Una mappa di quasi quattro metri

La carta risale alla seconda metà del Settecento e venne realizzata nell’ambito del primo catasto generale del Regno di Sardegna. Le sue dimensioni sono notevoli: 2,70 metri per 3,70 metri.

La mappa è interamente colorata ad acquerello e rappresenta le particelle catastali del territorio castellamontese. A completare il documento c’è il cosiddetto “sommarione”, una descrizione articolata in quattro volumi nella quale sono riportate tutte le particelle rappresentate sulla carta, insieme ai rispettivi proprietari.

Il suo valore storico è legato anche alla sua rarità. Non risultano infatti mappe catastali di Castellamonte realizzate prima del 1900 né nell’ambito del catasto francese, tra il 1802 e il 1814, né del successivo catasto Rabbini, realizzato tra il 1853 e il 1870.

Per questo la grande carta settecentesca rappresenta una testimonianza particolarmente importante per ricostruire l’aspetto del territorio castellamontese di oltre due secoli fa.

Oltre 140 ore di lavoro per il restauro

Il delicato intervento di conservazione è stato affidato alle restauratrici Ambra d’Aleo e Maddalena Trabace, che hanno lavorato per oltre 140 ore per riparare le parti danneggiate e recuperare la leggibilità e l’aspetto originario della mappa.

Il restauro, però, rappresenta soltanto la prima fase di un progetto più ampio.

L’iniziativa, denominata “Riscoperta in digitale, valorizzazione e condivisione di cartografia antica del territorio castellamontese”, è finanziata dalla Regione Piemonte e coinvolge l’Associazione Culturale Terra Mia, la Regione e il Comune di Castellamonte.

La mappa del Settecento sarà confrontata con quella di oggi

Una volta terminato il restauro, il progetto prevede infatti la digitalizzazione e la georeferenziazione della carta.

In questo modo sarà possibile sovrapporre la cartografia settecentesca alle mappe moderne e osservare come è cambiato il territorio nel corso dei secoli: strade, edifici, confini delle proprietà e altri elementi del paesaggio potranno essere confrontati con la situazione attuale.

L’obiettivo è quindi andare oltre la semplice conservazione di un documento antico e trasformare la mappa in uno strumento per conoscere e studiare la storia del territorio.

Il progetto rappresenta inoltre la prosecuzione del lavoro già realizzato lo scorso anno sull’antico catasto di Campo Canavese e, in prospettiva, potrebbe essere esteso anche alle altre frazioni del Comune di Castellamonte.

Una grande carta di quasi quattro metri diventa così una sorta di finestra sul Castellamonte del Settecento, permettendo di ricostruire come appariva il territorio prima delle profonde trasformazioni urbanistiche e infrastrutturali che lo hanno modificato nei secoli successivi.

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