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Silicon Box sceglie Novara: il maxi investimento da 3,2 miliardi per i microchip del futuro
I motivi che hanno spinto il colosso asiatico a puntare su Novara sono svariati, tra cui l’area strategica su cui si erge il polo industriale
AGNOGNATE – In seguito alle primordiali comunicazioni in merito a questa grossa manovra, giunge la conferma ufficiale circa l’avvio dei lavori del nuovo stabilimento della Silicon Box, nella primavera del 2027, ad Agognate, frazione alle porte di Novara. La conferma arriva dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, insieme al presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e al sindaco di Novara Alessandro Canelli, commissario governativo dell’opera.
L’impatto occupazionale diretto stimato è di 1.600 nuovi posti di lavoro, a cui si sommerà l’indotto dell’intera filiera industriale.
Cosa prevede il progetto?
Quello di Novara sarà il primo impianto europeo del colosso di Singapore specializzato nella tecnologia dei cosiddetti chiplet: micro-porzioni di circuiti integrati modulari che, combinati insieme, garantiscono prestazioni superiori rispetto ai chip monolitici tradizionali. Il sito si concentrerà su tre passaggi nevralgici:
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Integrazione e assemblaggio avanzato dei moduli;
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Packaging avanzato, ossia l’incapsulamento ad altissima precisione per massimizzare affidabilità e risparmio energetico;
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Testing e collaudo finale dei semiconduttori destinati a super calcolo, automotive, industria 4.0 e modelli generativi di intelligenza artificiale.
Perché Novara?
La candidatura novarese ha superato la concorrenza di regioni come Lombardia, Veneto e Sicilia, poiché tra i parametri decisivi per la multinazionale asiatica spiccano la rete infrastrutturale e logistica (già attestata dalla presenza dell’hub Amazon) e l’abbondante disponibilità di risorse idriche, elemento essenziale per i complessi circuiti di raffreddamento e lavaggio richiesti nella manifattura di microchip.
Determinante anche il fattore accademico: la collocazione baricentrica a metà strada tra i Politecnici di Torino e di Milano assicura un bacino strategico di ingegneri, ricercatori e figure tecniche qualificate da inserire stabilmente nei processi produttivi.
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