AlessandriaCronaca
Spinetta Marengo, nuova AIA per Syensqo: stop al cC6O4 dal 2027 e limiti più severi sui PFAS
Tra le novità principali c’è la cessazione definitiva della produzione del cC6O4 dal 1° gennaio 2027
SPINETTA MARENGO – Stop alla produzione del cC6O4 dal 1° gennaio 2027, limiti più severi sulle emissioni e maggiori controlli ambientali. Sono alcuni dei punti principali della nuova Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) dello stabilimento Syensqo di Spinetta Marengo, presentata ieri sera alla popolazione durante un incontro pubblico all’Auditorium del Marengo Museum.
Alla serata hanno partecipato rappresentanti di Regione Piemonte, Provincia di Alessandria, Arpa Piemonte, Asl Alessandria e IRCCS di Alessandria, che hanno illustrato le novità dell’autorizzazione e fatto il punto sul monitoraggio ambientale e sanitario.
A spiegare la posizione della Regione è stato l’assessore alla Sanità Federico Riboldi, che ha sottolineato l’importanza dell’eliminazione progressiva dei PFAS considerati più dannosi dai processi produttivi.
“La nuova AIA compie un passaggio fondamentale verso l’eliminazione dei PFAS più dannosi e introduce prescrizioni più stringenti sulle emissioni”, ha detto Riboldi. L’assessore ha ribadito inoltre che la Regione resterà parte civile nel processo sull’inquinamento del polo chimico: “Prima la dismissione delle sostanze più dannose, poi un impegno concreto sulle bonifiche”.
Stop al cC6O4 e nuovi limiti alle emissioni
I contenuti della nuova AIA sono stati illustrati dal presidente della Provincia di Alessandria Luigi Benzi e dalla dirigente della Direzione Ambiente Elena Biorci.
Tra le novità principali c’è la cessazione definitiva della produzione del cC6O4 dal 1° gennaio 2027. Per la prima volta vengono inoltre introdotti limiti specifici per la somma dei PFAS nelle emissioni in atmosfera e limiti dedicati a PFOA e PFOS.
Per la quasi totalità dei camini interessati è prevista una riduzione progressiva dei valori, fino ad arrivare a 0,1 microgrammi per metro cubo entro il 1° luglio 2030.
La nuova autorizzazione introduce anche ulteriori prescrizioni per la protezione delle acque e prevede una Valutazione di Impatto Sanitario.
Più controlli sull’ambiente
Sul fronte dei controlli, Arpa Piemonte rafforzerà il monitoraggio ambientale esterno, con particolare attenzione alla qualità dell’aria e alla presenza di PFAS e composti clorurati e fluorurati.
A illustrare le attività già svolte e quelle previste dalla nuova AIA è stata Marta Scrivanti, responsabile del Dipartimento territoriale Piemonte Sud Est di Arpa.
Biomonitoraggio, 1.120 cittadini coinvolti
Durante l’incontro si è parlato anche del biomonitoraggio sanitario avviato dalla Regione. Finora hanno aderito 1.120 cittadini e restano circa 50 analisi da completare sui campioni già raccolti.
I risultati disponibili, è stato spiegato durante la serata, confermano nel complesso il quadro emerso nelle precedenti rilevazioni.
Il punto è stato fatto da Guglielmo Pacileo, direttore della Struttura Complessa Governo Clinico, Qualità e Ricerca dell’Asl Alessandria, insieme al direttore generale Francesco Marchitelli, e dal professor Enrico Bergamaschi dell’Università di Torino, responsabile del laboratorio che esegue le analisi.
Per i cittadini che hanno registrato valori superiori a 20 ng/ml della somma dei sette PFAS previsti dal protocollo è già prevista la comunicazione per avviare la presa in carico attraverso il medico di famiglia.
Il professor Luigi Castello, per l’IRCCS di Alessandria, ha invece illustrato il percorso di presa in carico sanitaria, che rappresenta il passaggio successivo al biomonitoraggio. L’obiettivo è rendere operativo il nuovo percorso nei prossimi mesi, una volta completati gli ultimi passaggi organizzativi.
“Abbiamo scelto la strada della trasparenza e del confronto diretto con la popolazione”, ha concluso Riboldi, ricordando le iniziative avviate dalla Regione negli ultimi due anni. “Non consideriamo concluso il nostro lavoro e continueremo a mettere a disposizione dei cittadini dati e risultati”.
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