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“Tutto esaurito. Anche noi”: lo slogan dello sciopero dei dipendenti di Apple a Torino
Al centro della protesta non ci sono rivendicazioni salariali dirette, bensì la richiesta di un ampliamento del personale
TORINO – Braccia incrociate dalle 9 di questa mattina davanti allo store Apple di via Roma 82 a Torino per la mobilitazione che rientra nello sciopero nazionale proclamato da Filcams CGIL, Fisascat CISL e UILTuCS e coincide con il giorno del lancio commerciale della nuova generazione di iPhone, storicamente uno dei momenti di massima affluenza e pressione operativa nei punti vendita del colosso.
Al centro della protesta delle lavoratrici e dei lavoratori di Apple Retail Italia non ci sono rivendicazioni salariali dirette, bensì la richiesta urgente di un rafforzamento degli organici: l’obiettivo è alleggerire turni e ritmi per tutelare la salute e garantire la necessaria lucidità e qualità professionale nell’assistenza al cliente. La decisione è maturata dopo mesi di trattative infruttuose e all’indomani delle assemblee del 7 settembre scorso, che hanno evidenziato un crescente malessere legato all’aumento costante dei carichi di lavoro e agli stringenti obiettivi di produttività.
I sindacati contestano la mancata correlazione tra l’incremento delle vendite e le risorse umane impiegate sul campo, sollecitando un piano condiviso di assunzioni stabili, la conferma a tempo indeterminato del personale a termine e la possibilità, su base volontaria, di estendere l’orario per i contratti part-time:
«La qualità del servizio che Apple offre ai propri clienti è resa possibile dall’impegno quotidiano delle lavoratrici e dei lavoratori degli store. Non è accettabile che la ricerca della massima produttività si traduca in un peggioramento delle condizioni o in un aumento continuo delle pressioni sul personale», sottolinea Fabrizio Nicoletti di Filcams CGIL Torino durante l’intervista del TGR Piemonte.
Secondo le sigle sindacali resta evidente il contrasto tra i profitti record registrati a livello globale dall’azienda e la richiesta di base del personale, che domanda sostenibilità operativa, adeguatezza numerica nei reparti e una gestione dei carichi compatibile con il benessere lavorativo.
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