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A 14 anni torna a vestirsi e mangiare da solo dopo l’intervento al Regina Margherita

L’intervento è stato eseguito attraverso una neurectomia iperselettiva, una tecnica di microchirurgia dei nervi periferici applicata alla spasticità dell’arto superiore

Gabriele Farina

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TORINO – Vestirsi, infilarsi i calzini, mangiare da solo. Gesti semplici della vita quotidiana che per Giovanni, 14 anni, erano diventati difficili a causa della paralisi cerebrale infantile. Oggi, dopo un intervento eseguito all’ospedale Infantile Regina Margherita di Torino e un percorso di riabilitazione, il ragazzo ha ottenuto un netto miglioramento nell’utilizzo dell’arto superiore e, soprattutto, nelle proprie autonomie.

L’intervento è stato eseguito attraverso una neurectomia iperselettiva, una tecnica di microchirurgia dei nervi periferici applicata alla spasticità dell’arto superiore. L’équipe ha riunito competenze del Regina Margherita e del CTO: la dottoressa Nathalie Bini, chirurgo della mano del Dipartimento di Patologia e Cura del Bambino, e il dottor Paolo Titolo, responsabile della Microchirurgia Ortopedica Traumatologica dell’ospedale CTO.

L’intervento per ridurre la spasticità

La paralisi cerebrale infantile è la più comune causa di disabilità motoria in età pediatrica. Si stima che interessi circa 2-3 bambini ogni 1.000 nati vivi. Tra le sue manifestazioni può esserci la spasticità dell’arto superiore, caratterizzata da una contrazione eccessiva e persistente di alcuni muscoli.

Questa condizione può rendere più difficili i movimenti, favorire posture anomale e, nel tempo, contribuire alla comparsa di deformità. Il risultato può essere una limitazione anche nelle attività quotidiane più semplici.

In Piemonte si stimano tra 800 e 1.000 bambini affetti da patologie neuromotorie.

Nel caso di Giovanni, la valutazione multidisciplinare ha portato a individuare nella neurectomia iperselettiva dei rami nervosi destinati ad alcuni muscoli dell’avambraccio una possibile soluzione per ridurre la spasticità e migliorare la funzionalità dell’arto.

La tecnica può essere spiegata immaginando il nervo come un cavo formato da tanti piccoli fili. Nella spasticità alcuni muscoli ricevono un comando di contrazione eccessivo. Durante la neurectomia iperselettiva, attraverso strumenti microchirurgici, vengono individuati i piccoli rami nervosi diretti ai muscoli interessati e ne viene rimossa una parte delle fibre, preservando le altre.

L’obiettivo è ridurre la contrazione eccessiva senza compromettere la funzione necessaria al movimento, così da rendere più facile l’utilizzo dell’arto.

Il percorso non finisce con l’operazione

L’intervento rappresenta soltanto una parte del percorso. La scelta del trattamento viene effettuata valutando non solo il grado di spasticità o la presenza di eventuali deformità, ma anche le capacità funzionali del bambino, le difficoltà nelle attività quotidiane e gli obiettivi condivisi con il paziente e la famiglia.

Dopo l’operazione, Giovanni ha quindi proseguito il percorso di riabilitazione e continua a essere seguito nell’ambulatorio di neuro-ortopedia dedicato alla spasticità pediatrica dell’Ortopedia Pediatrica, diretta dal professor Alessandro Aprato, nell’ambito del Dipartimento di Patologia e Cura del Bambino diretto dalla professoressa Franca Fagioli.

L’obiettivo della presa in carico è accompagnare il bambino nel tempo, individuando il momento e il trattamento più appropriati per preservare la funzione dell’arto superiore, prevenire per quanto possibile l’instaurarsi di deformità e favorire il maggior livello possibile di autonomia.

La collaborazione tra Regina Margherita e CTO

Il caso di Giovanni è anche il risultato della collaborazione tra diverse specialità e tra due ospedali della Città della Salute e della Scienza di Torino. Da una parte le competenze nella chirurgia dell’arto superiore in età pediatrica del Regina Margherita, dall’altra quelle nella microchirurgia dei nervi periferici del CTO.

«Un intervento innovativo che conferma per l’ennesima volta le eccellenze dell’ospedale Regina Margherita e testimonia quanto sia importante la collaborazione clinica tra ospedali. Questo intervento apre nuove e innovative opportunità terapeutiche per bambini e ragazzi affetti da patologie neuromotorie, migliorandone sensibilmente la qualità della vita», ha dichiarato Adriano Leli, direttore generale OIRM-Sant’Anna.

«Multidisciplinarietà, alta complessità e competenze di livello internazionale contraddistinguono l’attività dei nostri ospedali», ha sottolineato Livio Tranchida, direttore generale della Città della Salute e della Scienza. «L’integrazione tra le professionalità del CTO e del Regina Margherita ha permesso di realizzare un intervento di microchirurgia all’avanguardia, aprendo una nuova possibilità di trattamento per i piccoli pazienti con spasticità dell’arto superiore».

Per Giovanni, il risultato più concreto si misura però nella quotidianità: riuscire a utilizzare meglio il braccio e conquistare una maggiore autonomia in attività che prima richiedevano maggiore difficoltà o l’aiuto degli altri.

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