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La lettera viene consegnata ad Alpignano dopo oltre 80 anni: fu scritta in un lager nazista

La sua prigionia passò attraverso diversi campi: Bremervörde X B, Amburgo, Nienburg ed Helminghausen, dove era identificato con il numero 5599

Gabriele Farina

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Immagine realizzzata con ChatGpt

ALPIGNANO – Una lettera scritta durante la prigionia in un campo di concentramento nazista e rimasta per oltre ottant’anni lontana dalla sua famiglia tornerà finalmente nelle mani dei suoi discendenti. Succederà domenica 20 settembre alle 17, nel piazzale del cimitero di Alpignano, dove verrà consegnata pubblicamente a Maria Chiara Borsa, nipote di Luigi Borsa, una delle prime testimonianze recuperate nell’ambito del progetto “La posta torna a casa”.

Borsa era nato il 23 febbraio 1915 a Villadeati, in provincia di Alessandria. Studente di ingegneria e arruolato nel Genio Militare, venne catturato dai tedeschi a Scutari, in Albania, all’indomani dell’8 settembre 1943. Come centinaia di migliaia di altri militari italiani, fu deportato in Germania e internato nei lager nazisti come Internato Militare Italiano (IMI).

La sua prigionia passò attraverso diversi campi: Bremervörde X B, Amburgo, Nienburg ed Helminghausen, dove era identificato con il numero 5599. Durante quei mesi riuscì a scrivere alla famiglia, ma quella corrispondenza non arrivò mai a destinazione.

Ora, a distanza di più di ottant’anni, quella lettera viene restituita alla famiglia. A consegnarla saranno il sindaco di Alpignano Steven Palmieri e l’assessora Chiara Priante.

“La posta torna a casa”, le lettere degli internati ritrovate dopo decenni

La restituzione rientra nel progetto “La posta torna a casa”, ideato da Alessandro Campo con l’obiettivo di rintracciare i discendenti degli Internati Militari Italiani e riconsegnare loro lettere e cartoline rimaste per decenni lontane dalle famiglie.

Si tratta di una ricerca che riguarda oltre 200 lettere e cartoline, individuate in diverse parti d’Italia. In Piemonte un ruolo importante è svolto dall’ANEI, Associazione Nazionale Ex Internati, che ha iniziato a contattare le famiglie dei militari per arrivare alla restituzione delle corrispondenze.

Quella di Alpignano rappresenta la prima consegna pubblica piemontese nell’ambito dell’iniziativa. Per l’ANEI si tratta anche di un’occasione per mantenere viva la memoria degli internati e avvicinare le nuove generazioni alla loro storia.

L’associazione, fondata proprio a Torino da un gruppo di ex internati, oggi conta poche decine di soci, anche per ragioni anagrafiche. La sua storia è legata alla scelta di ripudiare la guerra e di promuovere i valori della Resistenza e della resistenza passiva degli internati italiani.

In scena la storia dei 600 mila Internati Militari Italiani

Dopo la consegna della lettera, alle 17.30 circa, sarà proposto a ingresso gratuito lo spettacolo “I.M.I. – Lettere di un Internato Militare Italiano”, interpretato da Clara Bertolo, Alberto, Silvano e Luca Borgatta.

Arrivato alla sua terza replica assoluta, lo spettacolo racconta la vicenda dei circa 600 mila militari italiani internati dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943, intrecciando la storia collettiva con quella personale e gli scritti di Prospero Enrico Bertolo.

La giornata di Alpignano unirà così una restituzione concreta della memoria alla possibilità di conoscere, attraverso il teatro, una delle pagine più dure e ancora poco conosciute della storia italiana del Novecento.

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