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«Bella Ciao» apre il Pride di Vercelli: in mille sfilano in città per i diritti LGBTQIA+
Tra musica e momenti di festa, anche le voci di Arcigay Rainbow e le forti contestazioni al disegno di legge sull’antisemitismo
VERCELLI – Sulle note intonate di «Bella Ciao» ha preso il via nella giornata di ieri, 19 settembre, il Pride di Vercelli, la manifestazione dell’orgoglio della comunità LGBTQIA+ promossa dall’associazione territoriale Arcigay Rainbow Vercelli-Valsesia. Circa mille persone hanno composto il corteo colorato partito da piazza Roma, snodandosi lungo le vie del centro storico per concludere il proprio tragitto all’interno di parco Kennedy.
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La testa della sfilata ha assunto anche una forte connotazione di dissenso politico con diversi attivisti che hanno indossato magliette con la scritta «No Ddl Bavaglio – Meloni vattene», esprimendo ferma contrarietà al disegno di legge sull’antisemitismo, provvedimento contestato da oltre cento realtà nazionali (tra cui Anpi, Amnesty International e Cgil) che vi ravvisano il rischio di una limitazione sostanziale della libertà di espressione e di manifestazione del pensiero.
Nutrito il presidio di sigle della società civile, partitiche e sindacali a supporto della mobilitazione, tra cui la Cgil Vercelli Valsesia, la federazione locale del Partito Democratico, Amnesty International e gli attivisti del centro sociale Mattone Rosso. Al centro dell’iniziativa, la rivendicazione di tutele e parità sostanziale:
«Il Pride è un atto di amore. Promuoviamo il rispetto reciproco, il dialogo interculturale e una cultura della non violenza e della coesistenza – sottolinea Arcigay Vercelli Valsesia nel proprio manifesto –. Lottiamo per il riconoscimento pieno dei diritti civili, giuridici e sociali di tutte le persone LGBTQIA+, senza compromessi e senza aspettare il permesso di nessuno».
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