CulturaTorino
Torino Crime Festival 2026, il potere del rito al centro dell’undicesima edizione
Il programma e gli appuntamenti speciali
TORINO – Dall’8 all’11 ottobre Torino torna a interrogarsi sul rapporto tra crimine, società e comportamenti umani con l’undicesima edizione del Torino Crime Festival. Il tema scelto per il 2026 è “Il potere del rito”, un percorso che attraversa antropologia, criminologia, psicologia, archeologia e investigazione.
I rituali, spiega il Festival, non appartengono soltanto al passato. Gesti, parole e simboli continuano a essere utilizzati per costruire identità, creare appartenenza, esercitare o legittimare il potere, affrontare la paura e interpretare ciò che accade intorno a noi.
Il Torino Crime Festival propone così una lettura del crimine che va oltre la semplice cronaca. Investigatori, criminologi, psichiatri, scrittori, artisti, studiosi e rappresentanti delle istituzioni saranno chiamati a confrontarsi utilizzando linguaggi e competenze differenti.
«Il rito racchiude una contraddizione che ci è sembrata particolarmente significativa per raccontare il presente: è qualcosa di antichissimo e allo stesso tempo profondamente contemporaneo», spiegano la direttrice Valentina Ciappina e il presidente Fabrizio Vespa. Il rito, aggiungono, può «rassicurare o inquietare, unire o escludere, legittimare il potere oppure sfidarlo».
Il programma del Torino Crime Festival
Anche quest’anno il Festival sarà diffuso in diversi luoghi della città, tra musei, teatri, palazzi storici e spazi culturali. Le sedi diventano parte integrante del racconto: dall’archeologia alle tecniche investigative, dai rituali del potere alle dinamiche della negoziazione nelle situazioni di crisi.
L’apertura ufficiale è in programma giovedì 8 ottobre alle 18.30 al Museo Regionale di Scienze Naturali, con “Il marchio di Caino – Il tatuaggio tra storia e antropologia”. L’antropologo culturale dell’Università di Torino Adriano Favole ripercorrerà la storia del tatuaggio, dai riti di iniziazione dell’Oceania all’arrivo della pratica in Europa, passando per gli studi di Cesare Lombroso e per i codici identitari di gang sudamericane e mafia giapponese.
La negoziazione nelle crisi
Venerdì 9 ottobre alle 11, a Palazzo Saluzzo Paesana, sarà la volta di “Disinnesco – Il rito della negoziazione”. Protagonisti saranno Jack Cambria, storico comandante dell’Hostage Negotiation Team del NYPD, e lo psichiatra Matteo Rampin, già ufficiale medico dell’Esercito e formatore di reparti delle Forze Armate e di Polizia.
L’incontro analizzerà il ruolo di parole, silenzi, ascolto, persuasione e fiducia nella gestione delle crisi e nei tentativi di interrompere l’escalation della violenza.
Alle 18.30, il Festival si sposterà al Museo Egizio per “Il viaggio oltre la soglia – Riti funerari, sacralità e investigazione”, con Susanne Töpfer e Federico Poole del Museo Egizio e l’Arma dei Carabinieri – Comando Tutela Patrimonio Culturale di Torino. Reperti archeologici e tecniche investigative saranno messi in relazione per affrontare il rapporto tra uomo, sacro e memoria.
La serata proseguirà al Teatro Juvarra. Alle 21 sarà presentato “Parole Latitanti”, progetto nato da un laboratorio di scrittura creativa e arti espressive realizzato nella Casa di Reclusione di Fossano dalla Fondazione Azzoaglio ETS. Alle 22 Michela Di Martino e il DJ Lorenzo Di Caro porteranno invece in scena “Delitti esemplari”, ispirato alla raccolta di micro-racconti di Max Aub.
Unabomber, Ted Kaczynski e le indagini criminali
Sabato 10 ottobre, alla Fondazione OMI, il Festival entrerà nel cuore dell’analisi criminologica.
Alle 15.30, “Unabomber e Ted Kaczynski – Due storie, due profili, due indagini” metterà a confronto due vicende criminali e investigative. Interverranno i criminologi Domingo Magliocca, esperto di geographic profiling, e Magda Tresoldi, con la moderazione di Fabrizio Russo.
Alle 18 tornerà Jack Cambria, questa volta insieme alla criminologa Erika Tortello, per “L’ultima parola – Negoziazione, comportamento criminale e gestione delle crisi”. L’incontro sarà dedicato a escalation, comunicazione, controllo e decisione nelle situazioni critiche e sarà tradotto simultaneamente in italiano.
Carlo Lucarelli chiude il Festival alle OGR
La conclusione dell’undicesima edizione sarà affidata a Carlo Lucarelli, protagonista domenica 11 ottobre alle 17.30 alle OGR Torino di “Favole che fanno paura ai bambini”, evento realizzato insieme alle OGR.
Lucarelli attraverserà il lato oscuro delle fiabe, tra streghe, lupi, abbandoni, fame, morte e paura, utilizzando lo sguardo del narratore e dell’investigatore per esplorare alcune delle paure più profonde dell’essere umano.
Gli appuntamenti speciali
Il programma prevede anche alcuni appuntamenti fuori dal calendario principale.
Il 6 ottobre, al Museo Regionale di Scienze Naturali, le scuole potranno partecipare a “Tracce – Segni digitali, prove fisiche e ritualità del crimine”, incontro dedicato al percorso che trasforma un segno, fisico o digitale, in una prova. Parteciperanno il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale e delle Comunicazioni Piemonte-Valle d’Aosta e il Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica.
L’8 ottobre alle 18, ai Musei Reali di Torino, è invece prevista la visita speciale “I rituali del potere – Simboli, cerimonie e segreti della Corte Sabauda”, curata da REAR.
Il 9 ottobre alle 19.40, infine, il Museo Egizio proporrà “Indizi dall’antico Egitto – Il caso Merit”. Il corredo della tomba di Kha e Merit, scoperto da Ernesto Schiaparelli nel 1906, sarà utilizzato come una vera scena investigativa, attraverso oggetti, nomi e anomalie da interpretare per ricostruire quanto potrebbe essere accaduto oltre 3.300 anni fa.
L’edizione 2026 del Torino Crime Festival è un progetto di Valentina Ciappina e Fabrizio Vespa, con il patrocinio della Città di Torino e la collaborazione di OGR Torino, Museo Egizio, Musei Reali Torino, Museo Regionale di Scienze Naturali, Piano Nobile, Opera Munifica Istruzione e Teatro Juvarra.
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