CronacaTorino
Omicidio di via Gulli, l’ex compagna: “Mi parlava di cemento, guanti e scotch”
Avrebbero coperto il cadavere e continuato a consumare droga
TORINO – Sono soprattutto le telefonate dei giorni successivi all’omicidio a ricostruire cosa stesse accadendo attorno a Cristian Matheus De Oliveira Morando, accusato dell’omicidio di Fabio Colapietro. A raccontarle alla Squadra Mobile è stata l’ex compagna dell’uomo. La sua testimonianza è riportata nell’ordinanza con cui il gip di Torino Antonio Borretta ha disposto la custodia cautelare.
Martedì 22 settembre: «Era troppo tardi»
Il primo episodio risale a martedì 22 settembre. Secondo il racconto dell’ex compagna, De Oliveira Morando le inviò un messaggio vocale. L’uomo, apparso molto agitato, le avrebbe detto che “era troppo tardi perché c’era stato un danno”.
Sempre secondo la donna, le avrebbe anche spiegato di voler avvertire la polizia, ma di dover prima sistemare la situazione perché si trovava a sua volta in pericolo.
Mercoledì 23 settembre: la videochiamata
Il giorno successivo, mercoledì 23 settembre, ci fu una videochiamata su WhatsApp. “Matheus mi ha fatto una videochiamata su WhatsApp, in cui l’ho visto in forte stato confusionale: non si capiva bene cosa stesse dicendo”.
Durante la chiamata l’uomo parlava di cemento. “Mi parlava di cemento, che avrebbe dovuto comprare del cemento per l’esattezza. Poi mi mostrava in una frazione di secondo dei guanti e dello scotch”.
La donna ha raccontato di averlo visto in un’abitazione che non conosceva e di essersi preoccupata: “Non era in compagnia di nessuno o almeno dalla videochiamata non sembrava. Io mi sono un po’ allarmata di questa situazione”.
Giovedì 24 settembre: il cemento
La sera successiva, giovedì 24 settembre, intorno alle 18, arrivò una seconda videochiamata. Questa volta De Oliveira Morando era in un negozio.
“Si vedeva che lui era in un negozio e ho visto che stava comprando del cemento”. Alla domanda sul motivo dell’acquisto, secondo il racconto della donna, l’uomo rispose che era “per aiutare un suo amico”.
Poi avrebbe aggiunto: “Non mi fare pensare che mi vengono i conati di vomito”. Subito dopo sarebbe apparso nuovamente agitato e avrebbe interrotto la chiamata dicendo che doveva andare a pagare.
Dopo l’omicidio: il racconto dell’imputato
A questa sequenza si aggiunge quanto raccontato dallo stesso De Oliveira Morando durante il primo interrogatorio, a proposito di ciò che sarebbe avvenuto dopo la morte di Colapietro.
Secondo la sua versione, gli occupanti dell’appartamento non avrebbero saputo inizialmente come gestire la situazione. “Dopo che il ragazzo è morto – ha raccontato l’assassino – non sapevamo come muoverci e ho lasciato le redini della situazione a Nicole che a un certo punto ha messo al ragazzo morto una coperta addosso”.
Poi, sempre secondo il suo racconto: “io e le ragazze abbiamo fumato del crack”.
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