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Mobilitazione di Cambiare Rotta a Torino contro aule sovraffollate e guerra: presidio sotto la sede Edisu e irruzione a Palazzo Nuovo
L’organizzazione giovanile comunista protesta anche contro la riassegnazione degli spazi abitativi, le cattive condizioni delle aule e i definanziamenti
TORINO – Sono giorni di mobilitazione a Torino per il collettivo comunista Cambiare Rotta, che nel pomeriggio di oggi ha organizzato un presidio sotto la sede dell’ente per il diritto allo studio Edisu, durante il cda (che è stato spostato online a causa della protesta).
«No a questo modello di università»
I manifestanti si erano appostati per quattro giorni in tenda per protestare contro il sovraffollamento delle aule, le infiltrazioni e il cattivo stato di alcuni locali dell’Università di Torino, ma soprattutto la riassegnazione dei posti abitativi garantiti da Edisu, con alcuni studenti che sarebbero stati costretti a spostarsi fuori Torino. La protesta è continuata con il presidio sotto la sede Edisu oggi.
La critica del collettivo si indirizza anche contro la manovra finanziaria del governo: «Mentre noi facciamo lezione seduti per terra (o addirittura in dad, che ci è stata presentata come soluzione a questo problema) il governo prepara una nuova legge finanziaria che mette al centro il riarmo chiudendo ancora di più i rubinetti al diritto allo studio e all’università pubblica già in condizioni di grave definanziamento, costretta economicamente a scendere a patti con i privati concedendo spazi, accordi di ricerca e controllo diretto degli atenei (lo vediamo con la presenza delle aziende votanti in Cda), contribuendo ad integrare ormai quasi completamente le università agli interessi guerrafondai delle nostre classi dirigenti. Noi diciamo no a questo modello di università» dichiara Cambiare Rotta in un post.
Poco seguito da parte degli studenti a Palazzo Nuovo
Gli studenti in presidio hanno organizzato inoltre oggi un’irruzione in un’aula di Palazzo Nuovo durante una lezione. Sullo striscione fatto entrare dentro l’università anche la scritta “La guerra non la paghiamo noi”. Gli esponenti di Cambiare Rotta avrebbero chiesto con il megafono agli altri studenti di unirsi al presidio all’interno dell’università, non ricevendo però il sostegno dei ragazzi presenti.
La nota di Edisu
In serata, Edisu Piemonte ha diffuso una nota, con cui risponde alle proteste. Per l’anno accademico 2026/2027, l’ente dichiara di aver messo a disposizione 3 167 posti letto, di cui 2 706 nell’area torinese e 461 nel resto del Piemonte, per un totale di 423 posti in più rispetto all’anno precedente anche grazie alle misure finanziate nell’ambito del PNRR.
Edisu ha spiegato inoltre di aver incontrato sin da subito gli studenti che chiedevano chiarimenti sulle assegnazioni dei posti letto «analizzando singolarmente le casistiche per individuare eventuali anomalie che sono risultate circoscritte a 96 casi sui 3167 assegnatari. La maggior parte dei casi è già stato risolto nella giornata di ieri attraverso nuova assegnazione».
«Nei prossimi anni realizzeremo, inoltre, cinque nuove residenze che metteranno a disposizione più di 800 ulteriori posti sul territorio regionale» – spiega la presidente Roberta Piano – «L’ampliamento e la diversificazione dell’offerta abitativa hanno reso necessario l’aggiornamento dei criteri di assegnazione, con il solo obiettivo di favorire il maggiore equilibrio nella composizione delle comunità residenziali per favorirne l’integrazione. L’ascolto con le rappresentanze studentesche è un tratto distintivo del nostro Ente, garantito in sede istituzionale come il Cda e in ogni altra sede idonea ad affrontare e risolvere problemi».
Basterà questa nota ufficiale a tranquillizzare gli studenti del collettivo?
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