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Nuova mobilitazione a Torino: il 30 ottobre piazza pronta allo sciopero generale
Pronti a ripresentarsi in piazza venerdì 30, i promotori della manifestazione contestano anche l’operato delle forza dell’ordine
TORINO – A un giorno dalla chiusura del corteo “contro il riarmo” che ha attraversato la città sabato 24 ottobre, il movimento di protesta rilancia la sfida e fissa un nuovo appuntamento. Attraverso i propri canali ufficiali d’area, i promotori della manifestazione hanno annunciato che torneranno a sfilare per le vie del capoluogo piemontese venerdì 30 ottobre 2026, in occasione della giornata di sciopero generale.
«Ieri in piazza a Torino si è visto consolidarsi il movimento nato il 16 e il 17 ottobre. Non ci fermeremo e il 30 saremo nuovamente in piazza», scrivono gli organizzatori in una nota diffusa a margine della mobilitazione.
Nel mirino delle contestazioni non c’è soltanto l’esecutivo nazionale, ma anche Palazzo Civico: secondo i collettivi, infatti, la responsabilità di voler trasformare il capoluogo sabaudo in una fabbrica di armi a cielo aperto apparterrebbe congiuntamente al governo e all’amministrazione comunale, accusati di avallare un progetto di trasformazione della città imposto dall’alto.
Le accuse all’operato della Questura
Il comunicato dei promotori contiene un duro attacco alle modalità con cui la Questura e le forze dell’ordine hanno gestito l’ordine pubblico durante la manifestazione di sabato. Si contesta anzitutto il cambio di percorso imposto all’ultimo momento, ricordando come il corteo fosse stato calendarizzato da mesi con l’obiettivo di attraversare gli assi commerciali e centrali della città.
Dure anche le parole per descrivere le cariche e i contatti avvenuti lungo il tragitto, definiti dal collettivo come interventi sproporzionati e violenti. Tra gli episodi denunciati spicca anche il passaggio di un’auto di servizio che avrebbe attraversato a forte velocità piazza Castello sfiorando i presenti, oltre a quella che i manifestanti descrivono come un’ondata di perquisizioni e controlli a tappeto scattata nei quartieri limitrofi nelle ore immediatamente successive alla fine del concentramento.
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