SocietàTorino
“Il diritto allo studio non si occupa”: al Campus Einaudi di Torino il sit-in contro l’occupazione
In mattinata il collettivo Fuan ha fatto irruzione in Consiglio dipartimentale di Giurisprudenza: «La direttrice del Campus Mastromarino deve dimettersi»
TORINO – Prosegue al Campus Einaudi di Torino la protesta contro riarmo e fondi per l’istruzione che sta bloccando le attività didattiche. Ma cresce l’opposizione all’occupazione.
“Noi la guerra non la paghiamo” lo slogan dell’occupazione in corso, a cui partecipano circa duecento studenti. La protesta si rivolge contro i fondi stanziati dal governo per gli armamenti, il carovita e la risposta repressiva alle proteste di piazza, e chiede di aumentare i finanziamenti all’università.
Al presidio anche Silvio Viale
Come annunciato, oggi al Campus è stato organizzato un presidio per manifestare contro questa occupazione. Hanno partecipato una cinquantina di persone, che si sono ritrovate nel pomeriggio davanti all’ingresso, in lungo Dora Siena. I manifestanti hanno esposto cartelli con le scritte “Campus libero” e “Il diritto allo studio non si occupa”. Al presidio ha partecipato anche il consigliere comunale radicale Silvio Viale, che sui social ha anche rilanciato la petizione per chiedere la ripresa delle attività didattiche e contrastare l’imposizione della “serrata”.
Mentre i partecipanti al sit-in si alternavano al microfono per contestare l’occupazione, una cinquantina di studenti che aderiscono alla protesta all’interno del Campus hanno risposto con cori e slogan, in vista dello sciopero generale di domani.
Intanto, alcuni professori universitari si sono organizzati per erogare online le lezioni previste.
Il Fuan: «Al Campus Einaudi studiano oltre 17mila studenti, mentre ad occupare sono poco più di un centinaio»
Sempre nel contesto dell’opposizione all’occupazione, il collettivo universitario di destra Fuan ha fatto irruzione questa mattina durante la seduta del Consiglio di Dipartimento di Giurisprudenza, in palazzina Aldo Moro. I rappresentanti del Fuan hanno letto messaggi allegati alla raccolta firme anti-occupazione e chiesto le dimissioni della Direttrice del Campus Anna Mastromarino, accusata di complicità con gli occupanti.
«Al Campus Einaudi studiano oltre 17mila studenti, mentre ad occupare sono poco più di un centinaio di membri dei collettivi, come riportato dalla totalità dei media che hanno raccontato l’occupazione» – scrive il collettivo di destra sui social – «A Giurisprudenza i collettivi non hanno eletto neanche un rappresentante, come si può non riconoscere che si tratti di un’infima minoranza senza rappresentatività che viola il diritto di migliaia di studenti?
Per questo pretendiamo le dimissioni della Direttrice del CLE Anna Mastromarino, colpevole di complicità con i membri di Askatasuna che hanno occupato il Campus. La sua decisione di chiudere i cancelli è un’interruzione di pubblico servizio e una violazione quotidiana del diritto allo studio che ricade sulla testa di migliaia di studenti che dovrebbe invece tutelare» concludono.
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