SocietàTorino
A Rivalta in un murale la zucca di Halloween urina sulla croce… e scoppia la polemica
L’intervento è giudicato non risolutivo
RIVALTA – A Rivalta di Torino torna al centro del dibattito il murale presente nel Parco del Sangone che raffigura una zucca di Halloween nell’atto di urinare su una croce. A sollevare la questione è Michele Colaci, capogruppo della Lista Civica in Consiglio comunale, che ha presentato un accesso agli atti per fare chiarezza sulle autorizzazioni dell’opera e sul recente intervento di cancellazione parziale del disegno.
Al centro della contestazione c’è proprio la modalità con cui è stata effettuata la pulizia del murale. Secondo Colaci, nelle scorse settimane sarebbe stato cancellato soltanto un piccolo tratto del disegno, corrispondente al getto di urina, lasciando sostanzialmente intatta la raffigurazione e il suo significato.
L’accesso agli atti sul murale al Parco del Sangone
Il consigliere ha indirizzato l’istanza al Segretario generale del Comune di Rivalta, chiedendo chiarimenti sulla gestione dell’opera e sulle responsabilità legate alla manutenzione degli spazi pubblici.
La richiesta, presentata ai sensi dell’articolo 43 del decreto legislativo 267/2000, riguarda diversi aspetti: le eventuali autorizzazioni concesse per la realizzazione dei murales all’interno del parco, le convenzioni o i protocolli d’intesa con soggetti esterni, tra cui il Museo d’Arte Urbana (MAU) o associazioni di settore, e la documentazione relativa all’intervento di cancellazione parziale.
Colaci chiede inoltre di conoscere i responsabili dei procedimenti competenti per la tutela del patrimonio comunale e la vigilanza sui beni pubblici.
«Serve un intervento risolutivo»
Nel motivare l’iniziativa, il capogruppo della Lista Civica critica sia la presenza del disegno sia quella che considera una risposta insufficiente da parte dell’amministrazione comunale.
«Non possiamo accettare che luoghi pubblici frequentati quotidianamente da famiglie, bambini e anziani diventino teatro di atti di sregolatezza o blasfemia tollerati dall’Amministrazione», dichiara Colaci, che giudica il ripristino parziale un intervento incapace di risolvere la questione.
Il consigliere richiama anche il rispetto dei sentimenti della comunità cristiana e il tema del decoro urbano, chiedendo trasparenza sulle procedure che hanno portato alla realizzazione del murale e sulle modalità con cui il Comune è intervenuto.
«La tolleranza istituzionale non può e non deve trasformarsi in avallo o indifferenza verso l’offesa della fede altrui», conclude Colaci, sollecitando un intervento definitivo per il Parco del Sangone.
L’accesso agli atti punta ora a chiarire le autorizzazioni, gli accordi eventualmente esistenti e le responsabilità amministrative relative all’opera e alla sua manutenzione.
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