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Thales Alenia Space testa sull’Etna il rover destinato alla Luna

Il consorzio che ha sviluppato il rover è guidato da Thales Alenia Space Italia e comprende, oltre al Politecnico di Torino, Leonardo, ALTEC, AIKO, Volta Structural Energy e l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT).

Gabriele Farina

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TORINO – Il rover italiano ETNA ha superato la Final Review del programma Universal Locomotion System (ULS), completando il percorso di sviluppo e sperimentazione di una piattaforma robotica progettata per testare tecnologie destinate all’esplorazione del suolo lunare. Un risultato al quale ha contribuito anche il Politecnico di Torino, attraverso il Centro Interdipartimentale PIC4SeR, impegnato nello sviluppo del drone e dei sistemi per il rilascio dei sensori.

Il progetto, promosso e finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), punta a mettere a disposizione nuove soluzioni tecnologiche per le future missioni di esplorazione robotica e umana dello spazio. Il consorzio che ha sviluppato il rover è guidato da Thales Alenia Space Italia e comprende, oltre al Politecnico di Torino, Leonardo, ALTEC, AIKO, Volta Structural Energy e l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT).

I test sui pendii dell’Etna per simulare la superficie lunare

Il superamento della revisione finale arriva al termine di una campagna di prove condotta sui pendii del vulcano siciliano, un ambiente caratterizzato da condizioni morfologiche che ricordano, per alcuni aspetti, quelle della superficie lunare.

Le sperimentazioni hanno permesso di verificare le capacità di movimento del rover, l’affidabilità dei sistemi autonomi e la versatilità della piattaforma robotica. ETNA è stato progettato per adattarsi a diverse configurazioni operative e trasportare strumenti e tecnologie sperimentali, caratteristiche fondamentali per affrontare ambienti extraterrestri complessi e difficilmente accessibili.

L’obiettivo del programma ULS era infatti verificare sul campo soluzioni tecnologiche che potranno essere sviluppate ulteriormente e utilizzate nell’ambito delle future attività di esplorazione lunare.

Il contributo del Politecnico di Torino

Tra i protagonisti del progetto c’è il Centro Interdipartimentale PIC4SeR del Politecnico di Torino, coordinato dal professor Marcello Chiaberge del Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni (DET).

Il gruppo di ricerca torinese si è occupato in particolare dello sviluppo del drone e dei sistemi di rilascio dei sensori integrati nella piattaforma. Un contributo che riguarda quindi le capacità del rover di supportare attività di esplorazione e di impiegare strumenti utili alla raccolta di informazioni sull’ambiente circostante.

Il completamento del programma rappresenta anche un’occasione per consolidare la collaborazione tra ricerca universitaria, industria e istituzioni spaziali.

«Si chiude con successo il progetto ULS che ha messo in campo risorse importanti industriali e scientifiche del territorio, dimostrando ancora una volta il valore delle competenze nel settore e l’importanza del connubio ricerca-industria», commenta Marcello Chiaberge.

Il docente guarda anche alle prospettive future: «Il progetto ETNA-ULS sarà sicuramente alla base di futuri progetti tra Politecnico, ASI e Thales Alenia Space dove continuare a valorizzare le competenze e le infrastrutture che abbiamo creato».

ASI: un passo avanti per la robotica spaziale italiana

Il risultato è significativo anche per la strategia tecnologica dell’Agenzia Spaziale Italiana, che punta a rafforzare le capacità nazionali nel campo della robotica e dei sistemi autonomi per l’esplorazione dello spazio.

«Il successo della Final Review di ULS rappresenta un tassello cruciale nella roadmap tecnologica dell’ASI, confermando l’eccellenza della filiera industriale nel settore della robotica spaziale e dei sistemi di guida autonoma», dichiara Roberto Formaro, direttore Tecnologie e Ingegneria dell’Agenzia Spaziale Italiana.

Secondo Formaro, le tecnologie validate con il programma «pongono solide basi per la partecipazione dell’Italia alle prossime grandi sfide nel settore dell’esplorazione lunare».

Con la conclusione del programma ULS, ETNA segna dunque una tappa importante nello sviluppo delle tecnologie italiane per lo spazio. Il lavoro svolto da imprese, università e centri di ricerca mette a disposizione competenze ed esperienze che potranno essere impiegate nei prossimi progetti dedicati all’esplorazione della Luna.

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