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Matrimoni misti a mille euro, spariscono le delibere dai siti dei Comuni di Claviere e Pragelato. Sestriere la ritira

A giustificazione dell’aumento, i Comuni avevano indicato il maggiore lavoro richiesto agli uffici per gestire documenti da tradurre e atti notarili

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SESTRIERE – Le tre delibere che prevedevano una tariffa di mille euro per celebrare un matrimonio civile quando almeno uno dei futuri sposi è straniero non sono più consultabili sui siti dei Comuni di Claviere, Pragelato e Sestriere. Una decisione che arriva dopo le polemiche sollevate dal provvedimento e la minaccia di ricorso da parte degli avvocati dell’Asgi, l’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione.

La vicenda era emersa il 16 ottobre, quando vi avevamo raccontato l’iniziativa dell’Unione montana Comuni olimpici Via Lattea, che aveva proposto ai Comuni interessati di adottare una modifica al regolamento per la celebrazione dei matrimoni civili.

La nuova tariffa, pari a mille euro, sarebbe stata applicata ogni volta che almeno uno dei due sposi avesse avuto cittadinanza straniera, indipendentemente dalla residenza. Fino a quel momento, a Pragelato, Sestriere e Claviere il matrimonio civile nelle sale comunali era gratuito per i residenti e costava 250 euro se nessuno dei due sposi risiedeva nel Comune, con tariffe più alte per le sedi considerate prestigiose.

A giustificazione dell’aumento, i Comuni avevano indicato il maggiore lavoro richiesto agli uffici per gestire documenti da tradurre e atti notarili.

Dopo la pubblicazione della notizia erano arrivati i primi ripensamenti. Sauze d’Oulx, che stava valutando l’adozione della delibera, aveva annunciato l’intenzione di prevedere la gratuità per le coppie in cui almeno uno dei due fosse residente, senza distinzioni legate alla cittadinanza. Sestriere, invece, aveva comunicato in Consiglio comunale il ritiro del provvedimento.

Più incerta la situazione a Claviere e Pragelato, dove le delibere sono semplicemente scomparse dai siti istituzionali. Non è stato chiarito se siano state formalmente ritirate o annullate. A Pragelato, il gruppo di minoranza “Pragelato contemporanea” sta valutando di chiedere la convocazione del Consiglio comunale. “Rimane la nostra delibera di annullamento, che prima o poi dovranno discutere”, ha spiegato Andrea Colarelli a La Stampa.

Nel frattempo, l’Asgi era pronta a impugnare i provvedimenti: il ricorso era già stato predisposto e mancava soltanto il deposito. Resta quindi da chiarire quale sia il destino formale delle delibere e se i Comuni abbiano deciso di fare un passo indietro anche sul piano amministrativo.

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