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500 mila vaccinazioni anti-influenzali somministrate in Piemonte: «Non esiste alcun blocco della campagna»

La comunicazione inviata ieri ai somministratori riguarda la temporanea indisponibilità del vaccino standard usato principalmente nella fascia 18 – 49 anni

Marco Lovisolo

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PIEMONTE – Nel pomeriggio è arrivato un primo dato ufficiale: sono già oltre 500 mila le dosi di vaccino antinfluenzale somministrate in Piemonte. La Regione si dice soddisfatta dell’andamento della campagna vaccinale, e dichiara in una nota che «non esiste, dunque, alcun blocco della campagna di vaccinazione antinfluenzale in Piemonte».

La comunicazione inviata ieri ai medici di medicina generale e agli altri somministratori – spiega la Regione – riguarda esclusivamente la temporanea indisponibilità, segnalata dalla ditta fornitrice, del vaccino standard utilizzato principalmente nella fascia d’età 18 – 49 anni, e contiene indicazioni per garantire la continuità delle vaccinazioni attraverso un utilizzo appropriato delle diverse tipologie di vaccino disponibili.

In particolare, è stato chiesto ai medici di utilizzare i vaccini potenziati già disponibili, per gli assistiti dai 50 anni, riservando le dosi di vaccino standard ancora presenti negli studi ai soggetti più giovani. I vaccini potenziati sono stati messi a disposizione anche delle farmacie e sui portali regionali è stata effettuata la sostituzione delle dosi da somministrare, da vaccino standard a potenziato, per le prenotazioni già effettuate.

Nella fascia tra i 18 e i 49 anni le scorte rimaste consentono di rispondere alle esigenze previste nel breve e medio periodo, mentre per gli assistiti dai 50 anni è già stato organizzato il ricorso ai vaccini potenziati la cui disponibilità è garantita.

«Appare quindi quantomeno inusuale che alcuni operatori abbiano deciso autonomamente di sospendere le vaccinazioni senza un preventivo confronto con la Regione Piemonte, che ha sempre garantito la massima disponibilità a individuare tempestivamente le soluzioni necessarie per assicurare la continuità della campagna e intervenire laddove dovessero emergere criticità» sottolinea l’assessorato alla Sanità della Regione Piemonte.

Il caso era nato dopo alcune notizie circolate sui media su alcuni medici di base ai quali non sarebbero più giunte in studio forniture di vaccini. Gli operatori sanitari si sarebbero trovati costretti a sospendere il servizio.

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