CronacaTorino
Insegnante e madre di una bambina disabile a Collegno: i giudici richiedono il reinserimento perché discriminate
Al terzo anno la docente è stata spostata in un’altra classe per il timore di un possibile “conflitto di interessi”
COLLEGNO – Per i primi due anni di scuola elementare la soluzione era stata condivisa con la dirigenza: Paola Catone, insegnante di sostegno, era stata assegnata alla classe della figlia Manuela, 10 anni, affetta da gravi disabilità, nell’istituto comprensivo Borgata Paradiso di Collegno. Una scelta ritenuta allora la più adatta per garantire continuità didattica e assistenza, anche alla luce delle crisi epilettiche della bambina e della necessità di somministrare farmaci salvavita.
L’equilibrio si è spezzato con l’arrivo della nuova dirigente scolastica. Al terzo anno la docente è stata spostata in un’altra classe per il timore di un possibile “conflitto di interessi”, mentre il piano di istruzione domiciliare per la bambina è stato ridotto da 11 a 4 ore. Una decisione che, secondo la madre, avrebbe compromesso il diritto della figlia a frequentare la scuola nei periodi in cui le sue condizioni lo consentivano.
Da qui il ricorso in tribunale, sostenuto dal sindacato Cub Sur e dall’avvocato Simone Bisacca.
Nei giorni scorsi sono arrivate le decisioni di due giudici, uno del lavoro e uno civile, che hanno definito “discriminatorie” sia il trasferimento della docente sia il taglio delle ore di istruzione domiciliare. I magistrati hanno quindi ordinato il ripristino della situazione precedente, riconoscendo il diritto della bambina a un percorso realmente inclusivo e quello della madre a non vedere messa in discussione la propria professionalità.
“È una vittoria soprattutto per Manuela”, commenta la docente, che ora spera di restituire alla figlia la piena continuità scolastica negata negli ultimi mesi.
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