Curiosità Società Torino
Quando Mario Soldati salvò un ragazzo nel Po: la storia dimenticata della targa ai Murazzi
Prima di diventare uno dei grandi intellettuali italiani del Novecento, Mario Soldati fu semplicemente un ragazzo torinese che, senza esitare, scelse di salvare una vita
TORINO – Tra le pietre dei Murazzi del Po c’è una targa che molti torinesi incrociano ogni giorno senza soffermarsi davvero. Eppure racconta una storia straordinaria, una di quelle che sembrano uscite da un romanzo d’avventura e che invece appartengono alla storia reale della città.
È la storia di quando un giovanissimo Mario Soldati, molto prima di diventare uno dei più grandi scrittori, registi e intellettuali italiani del Novecento, si gettò nelle gelide acque del Po per salvare la vita a un coetaneo.
La data è precisa: 17 marzo 1922.
Torino era una città molto diversa da quella di oggi. Il Po non era solo un simbolo cittadino o lo sfondo delle passeggiate domenicali: era un luogo di sport, di ritrovo e di vita quotidiana. Proprio lungo il fiume, all’altezza dei Murazzi, si consumò un episodio destinato a lasciare il segno.
Mario Soldati aveva appena quindici anni. Era ancora uno studente, un ragazzo brillante e curioso, con una vita tutta da scrivere. Quel giorno si trovava sul Po per una normale uscita in canoa insieme ad alcuni amici.
A un certo punto accadde l’imprevisto.
Una delle canoe si ribaltò improvvisamente. A bordo c’era anche Lello Richelmy, coetaneo di Soldati, appartenente a una nota famiglia torinese. Il ragazzo finì nelle acque fredde e impetuose del fiume. La situazione divenne subito drammatica: Richelmy non sapeva nuotare e iniziò a dibattersi nel panico.
Bastarono pochi secondi per capire che la situazione era gravissima.
Mario Soldati non esitò.
Senza perdere tempo, si lanciò nel Po. Un gesto istintivo, coraggioso, quasi folle per un ragazzo della sua età. Le acque del fiume erano gelide e la corrente rendeva tutto più difficile, ma Soldati riuscì a raggiungere l’amico e a trascinarlo verso la salvezza.
Quel giorno salvò una vita
Per quel gesto di straordinario coraggio, al giovane Soldati venne conferita la medaglia d’argento al valor civile. Un riconoscimento importante, che rimase sempre tra i più cari allo scrittore. Tra i tanti premi e onorificenze ricevuti nel corso della sua lunga carriera, proprio quella medaglia occupò sempre un posto speciale.
Ed è forse questo uno degli aspetti più affascinanti della vicenda.
Prima dei libri, prima del cinema, prima della notorietà, ci fu un ragazzo torinese che davanti al pericolo scelse di agire.
Nel 2011 la città di Torino ha deciso di ricordare quel gesto con una targa commemorativa ai Murazzi. L’iscrizione lo definisce “esempio di coraggio ed altruismo ai giovani di ogni tempo”.
Parole che ancora oggi conservano una forza particolare
In una città che corre veloce e spesso dimentica le proprie storie, quella targa resta lì, silenziosa, a ricordare un atto di coraggio puro.
E forse racconta qualcosa anche della Torino più autentica: una città capace di custodire, tra i suoi angoli più quotidiani, storie straordinarie di umanità.
La prossima volta che passerete ai Murazzi, fermatevi un istante.
Guardate quella targa.
Dietro quel marmo non c’è solo il nome di Mario Soldati.
C’è il racconto di un ragazzo che, in un gelido giorno del 1922, scelse di rischiare la propria vita per salvarne un’altra.
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