Bardonecchia, ordinaria ‘ndrangheta piemontese



Rocco Lo Presti è stato il “padrino” di Bardonecchia, cittadina alpina che vanta un primato non invidiabile: primo e unico, finora, comune del nord d’Italia ad essere sciolto per condizionamenti mafiosi, nel 1995. La vicenda personale di Lo Presti si lega a quella della località piemontese per almeno trent’anni. Lo Presti arriva in questo angolo di Piemonte nel 1963, muratore di Marina di Gioiosa Jonica, affiliato al clan Mazzaferro e poi a quello degli Ursino (la sorella ne sposò un esponente) spedito al nord per un “soggiorno obbligato”, fa di Bardonecchia il suo feudo.

Dapprima spadroneggiando dell’edilizia, allargandosi poi ad altri settori come la ristorazione e il commercio (utili al riciclaggio), gli affari di Lo Presti arrivano a soffocare in una morsa di corruzione e cemento la Bardonecchia che ospitò le villeggiature di Giolitti, appassionato di sci. E proprio attratti dal business del turismo invernale molti uomini d’onore della ‘ndrina Mazzaferro arrivano in Val di Susa. Non sono anni normali, l’edilizia esplode in tutto il Paese e a Bardonecchia l’impresa edile di Lo Presti lavora a ritmo incessante. Qui più che altrove la violenza della cementificazione si fa evidente specie perché dietro c’è la ‘ndrangheta: racket, caporalato, strozzinaggio, intimidazioni, aggressioni, e poi riciclaggio, infine voti di scambio. Ecco che la ‘ndrina Lo Presti-Mazzaferro fa il salto di qualità e s’infiltra nella politica.

Lo schema è semplice: voti in cambio di favori. E i politici ed amministratori locali acconsentono. La ‘ndrangheta ha una grande capacità di portare voti, spostando l’ago della bilancia elettorale da questo a quel candidato. Poi, una volta eletto, è gioco forza restituire il favore. Chi non ci sta, paga con la vita. E’ il caso di Mario Ceretto, un imprenditore edile che nel ’75 si rifiuta di assumere gli uomini proposti dal boss calabrese: viene rapito e ucciso.

Lo Presti fu coinvolto in una speculazione edilizia nell’area denominata “Campo Smith”, dove ora sorgono i palazzi che ospitano i turisti attratti dalle stazioni sciistiche: un illecito che nel 1994 ha causato lo scioglimento del consiglio comunale di Bardonecchia e poi l’arresto dello stesso Lo Presti nel 1996.

Lo Presti è morto il 23 gennaio 2009, il giorno dopo la conferma della sua condanna per associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata all’usura (un giro di denaro di 3,5 milioni di euro, tassi del 10 per cento mensile). Aveva 71 anni, e ancora oggi dalle parti di Bardonecchia c’è chi lo ritiene un benefattore. Storie di ordinaria ‘ndrangheta piemontese.

Ultima modifica: 17 gennaio 2018

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