Striscioni contro gli esperimenti con i macachi compaiono a Torino, Alessandria e Novara

All’alba di martedì 26 novembre attivisti hanno occupato il tetto dell’Università in via Volturno a Parma e srotolato uno striscione con la scritta “Fuori i macachi dall’Università #stopvivisezione”. Un atto di disobbedienza civile supportato da molti altri attivisti che in più 20 città italiane, tra cui Torino (da cui il progetto è partito, Alessandria e Novara) hanno appeso analoghi striscioni inneggianti la liberazione dei macachi ai cancelli di decine di Facoltà scientifiche e di Psicologia.

L’azione rivendicata dal “Coordinamento Macachi Liberi” intende mantenere alta l’attenzione sulla sorte dei 6 macachi che si trovano negli stabulari dell’Università di Parma che in collaborazione con l’Università di Torino li sta sottoponendo all’esperimento “Lightup – Turning the cortically blind brain to see”.

Il coordinamento fa sapere:

I primati che ad oggi sono ancora in fase di addestramento saranno sottoposti con l’inizio del nuovo anno ad un intervento molto invasivo e doloroso alla corteccia cerebrale per limitare al minimo la loro vista e studiare i deficit visivi. Al termine dell’esperimento, che durerà cinque anni, gli animali saranno uccisi.

Con questa protesta gli attivisti chiedono al Ministro della Salute Roberto Speranza di fermare immediatamente il progetto che coinvolge oltre all’Università di Torino e di Parma anche quella di Oxford e che ha ottenuto un finanziamento per due milioni di Euro di fondi pubblici dall’European Research Council.

I macachi in questa fase di addestramento possono essere ancora salvati. Costituiscono la prova che chi pratica la vivisezione non ha alcuna intenzione di fare evolvere la ricerca e privilegia interessi economici e accademici. Tra l’altro ci sono volontari umani già affetti da questa rarissima cecità corticale disposti a collaborare alla sperimentazione. Anche i primati di Parma, come milioni di altri animali stabulati e già condannati, non hanno scelto di essere lì e non hanno possibilità di andarsene perché una falsa scienza priva di etica e serva delle multinazionali dimentica il principio Primum non nocere.



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