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Il caro energia picchia duro anche sui gestori di impianti di risalita e sciistici del Piemonte

Redazione Quotidiano Piemontese

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Grido d’allarme anche dai gestori di impianti di risalita e sciistici del Piemonte che a causa del caro energia prevedono una stagione invernale impossibile da portare avanti.

Giampiero Orleoni, responsabile degli impianti di Bielmonte e presidente per il Piemonte dell’Associazione Nazionale Esercenti Funiviari è fortemente preoccupato:

Non c’è tempo da perdere, bisogna intervenire subito sui rincari dell’energia che mette in ginocchio il futuro della montagna. Siamo a costi triplicati rispetto all’ante crisi e non è detto che ad autunno non ci siano ulteriori aumenti. Inevitabilmente questo avrà ripercussioni sulle tariffe degli skipass. Già quest’estate abbiamo fatto girare gli impianti con costi fuori da ogni logica. In vista dell’inverno non sappiamo veramente dove andremo a finire. Di certo per noi può diventare davvero insostenibile, con prezzi a questi livelli non so cosa potremmo fare, potrebbe diventare controproducente aprire.
Sono legittime perché il costo dell’energia è aumentato di quattro volte e quindi le spese sono salite alle stelle. Tenendo conto che la voce energetica, per noi, e per i colleghi piemontesi, è la seconda in termini d’importanza, dopo il costo del personale, è facile capire la situazione ai limiti dell’impossibile in cui ci troviamo. Un collega di Limone Piemonte che un anno fa aveva pagato 100 mila euro, lo scorso mese di luglio ne ha dovuti pagare 400 mila. Come si può andare avanti? Noi abbiamo costi inferiori, ma in proporzione siamo nella stessa situazione.
Di sicuro saremo costretti a rivedere le tariffe per accedere agli impianti e per i vari abbonamenti. Inoltre c’è già chi parla d’impianti aperti solo nel fine settimane. O magari non da subito a dicembre, sperando nell’arrivo della neve. Insomma è evidente che di fronte a costi esorbitanti, che già stiamo pagando, avendo un impianto aperto, per la discesa del bob, qualcosa dobbiamo inventarci. Io voglio essere ottimista e sperare che il Governo trovi delle soluzioni e che i politici che oggi fanno tante promesse, una volta eletti, le mantengono. Si parla sempre di montagna, poi però nel momento del bisogno siamo lasciati soli. Il discorso vale anche per eventuali politiche di aiuto al nostro comparto. Speriamo infatti che la nostra categoria non venga sacrificata, cioè esclusa da possibili provvedimenti di controllo dei prezzi o di sostegno. Sarebbe una beffa.

Per Valeria Ghezzi, presidente nazionale di Anef ssociazione Nazionale Esercenti Funiviari

L’energia serve per far funzionare funivie, cabinovie, seggiovie e sciovie. E poi per azionare i cannoni dell’innevamento programmato. Per produrre neve serve il giusto freddo, il giusto vento e la giusta umidità, condizioni abbastanza rare. Ci sarà un aumento del giornaliero e dell’abbonamento ma sarà legato all’inflazione che andrà a coprire gli stipendi degli operai: l’inflazione c’è anche per loro. Se aumentassimo il costo degli skipass in base all’aumento dell’energia oppure anche del 20%, a sciare no verrebbe più nessuno.

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