AlessandriaEconomiaPiemonte
Lettera aperta all’Assessore all’Agricoltura del Piemonte: “La nocciola biologica viene trattata come convenzionale”
Un’azienda agricola del Monferrato denuncia: “Il nostro lavoro sul biologico non viene valorizzato. Così saremo costretti ad abbandonarlo”.
MONFERRATO – Condividiamo una lettera aperta di una piccola azienda agricola del Monferrato, specializzata nella produzione di nocciole. La lettera è indirizzata all’Assessore all’Agricoltura della regione, Paolo Bongioanni, con lo scopo di attenzionarci tutti sulla ambiguità normativa attorno alla produzione biologica di un prodotto di eccellenza del nostro territorio che, stando a quanto scritto, rischierebbe di non essere valorizzato a sufficienza.
Di seguito, il testo integrale:
Egregio Assessore Bongioanni,
scriviamo dal Monferrato, cuore di un Piemonte che il mondo ci invidia anche per un prodotto straordinario: la nocciola.
Una coltivazione che, grazie a decenni di lavoro e passione, è diventata simbolo di eccellenza e qualità.Eppure oggi ci chiediamo: ha ancora senso investire nel biologico, nella sostenibilità e nella salute dei consumatori, se poi sul mercato tutto viene messo sullo stesso piano?
Siamo una piccola azienda agricola biologica. Da anni abbiamo scelto la strada più difficile: coltivare senza pesticidi, senza fertilizzanti chimici, nel rispetto del suolo e della salute pubblica.
Abbiamo affrontato controlli, spese di certificazione, burocrazia e ci siamo abituati a rese inferiori rispetto all’agricoltura convenzionale. Lo abbiamo fatto per convinzione, ma anche perché ci era stato promesso che la qualità avrebbe avuto un valore riconosciuto.Quest’anno, complice la pioggia intensa in primavera, la produzione è calata in tutto il Piemonte. Una situazione difficile per tutti. Ma al momento di contattare i commercianti abituali della zona di Cortemilia – riferimento storico del mercato corilicolo piemontese – siamo rimasti allibiti.
La risposta, testuale:
“I prezzi saranno alti per tutti, ma non faremo differenze tra prodotto biologico e convenzionale. Tanto, la produzione è scarsa comunque.”Ecco la nostra provocazione: perché dovremmo continuare a coltivare senza chimica, con maggiore fatica e costi, se poi il nostro prodotto viene trattato come quello che ha fatto uso di pesticidi?
Se il nostro lavoro di tutela ambientale, salute pubblica e qualità alimentare non viene minimamente valorizzato, non solo dal mercato ma neppure da chi dovrebbe promuoverlo, che senso ha?
Stiamo seriamente considerando di tornare ai fertilizzanti chimici e ai pesticidi. Non perché lo vogliamo, ma perché così avremmo più resa, meno fatica e – paradossalmente – lo stesso prezzo.
Una beffa per noi, ma anche per i consumatori e per il territorio che, in nome del profitto immediato, rischia di perdere biodiversità, fertilità dei suoli e salubrità dell’aria.Scriviamo questa lettera non solo per denunciare, ma per chiedere:
Dove sono gli strumenti regionali di tutela del prodotto biologico?
Esistono controlli sui commercianti che annullano la differenza di valore tra prodotti certificati e non?
Che senso ha promuovere l’agricoltura biologica se poi il sistema di mercato regionale la penalizza?
La Nocciola Piemontese – spesso sbandierata nelle fiere e nei discorsi istituzionali – non può essere solo uno slogan. Deve essere una responsabilità concreta.
E il biologico non può continuare ad essere lasciato in balia delle logiche speculative, ignorando il lavoro vero di chi ogni giorno fa scelte etiche e ambientali.
Confidiamo in un suo intervento.
E speriamo che questa lettera venga letta anche da chi compra, trasforma e rivende la nostra fatica.Con amarezza, ma anche con speranza,
Azienda Agricola Biologica Panaro
Castelletto d’Erro (AL), Piemonte
28 agosto 2025
Iscriviti al canale Quotidiano Piemontese su WhatsApp, segui la nostra pagina Facebook e continua a leggere Quotidiano Piemontese


giovanna carnaroglio
29 Agosto 2025 at 22:12
chiedo all assessore BONGIOANNI quale consumatrice di prodotti biologici,che venga riconosciuto il giusto valore del prezioso lavoro svolto da queste persone.