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Giovani artiste di Asti premiate per il logo della Settimana del Lavoro Sicuro

La memoria della strage di Brandizzo al centro dell’iniziativa: “La vita non può essere sacrificata in nome del profitto”

Gabriele Farina

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TORINO – Un segno concreto per ricordare e sensibilizzare. Nella sede Uil di via Bologna a Torino, il 4 settembre 2025 si è svolta la premiazione del concorso artistico rivolto ai giovani per la creazione del logo ufficiale della Settimana del Lavoro Sicuro, promossa dall’associazione Sicurezza e Lavoro insieme ai sindacati edili FenealUil, Filca Cisl e Fillea Cgil, ai familiari delle vittime e con il patrocinio della Città di Brandizzo e della Città Metropolitana di Torino.

L’appuntamento si inserisce nel programma di iniziative organizzate in occasione dell’anniversario della strage sul lavoro del 30 agosto 2023, quando cinque operai della Sigifer persero la vita nei pressi della stazione ferroviaria di Brandizzo: Giuseppe Aversa, Kevin Laganà, Saverio Giuseppe Lombardo, Giuseppe Sorvillo e Michael Zanera.

Le vincitrici del concorso

Il premio di 750 euro è stato assegnato a tre studentesse di 17 anni del Liceo Artistico “Benedetto Alfieri” di Asti: Alessandra Catozza, India De Stasi ed Elena Pedroni. Nel loro elaborato hanno immaginato una ferrovia che si innalza verso il cielo e si spezza, come le vite interrotte dei cinque lavoratori, simboleggiate da caschi gialli sospesi in aria.

«Quando ci è stato raccontato cosa era successo a Brandizzo – hanno spiegato – abbiamo deciso subito di partecipare e di provare a rappresentare il dolore e l’importanza della sicurezza. La sicurezza non è una perdita di tempo: bisogna investirci».

Durante la cerimonia è stato anche lanciato un nuovo concorso artistico dedicato alla realizzazione di un manifesto sul tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, aperto a giovani under 25 residenti in Piemonte. In palio un premio di mille euro.

Il logo Settimana del Lavoro Sicuro

Memoria, giustizia e prevenzione

L’iniziativa è stata coordinata dal direttore di Sicurezza e Lavoro, Massimiliano Quirico, che ha sottolineato l’urgenza di mantenere viva la memoria della strage e di accelerare i tempi del processo, ma soprattutto di promuovere una cultura condivisa della prevenzione: «Serve maggiore consapevolezza e più controlli nelle aziende, oltre a una formazione mirata ed efficace».

Il segretario Uil Torino e Piemonte, Francesco Lo Grasso, ha ribadito l’obiettivo “Zero morti sul lavoro” e chiesto l’istituzione di una Procura nazionale dedicata agli infortuni e alle malattie professionali: «Quelle sul lavoro sono morti annunciate, sono omicidi. Per contrastarle servono controlli ispettivi più incisivi e strumenti giudiziari specifici».

Sul valore educativo ha insistito anche Gianna Pentenero, consigliera della Regione Piemonte, che ha elogiato il coinvolgimento delle scuole: «La formazione deve entrare nel dna di lavoratori e datori di lavoro, non ridursi a un adempimento burocratico».

La consigliera regionale Nadia Conticelli ha invece richiamato l’importanza di un impegno collettivo: «Non basta portare i fiori al cimitero. Serve un patto di comunità che coinvolga istituzioni, imprese e cittadini».

La vicesindaca di Brandizzo, Marianna Fiume, ha confermato l’impegno dell’amministrazione: «Non abbasseremo mai l’attenzione. I nostri figli e i nostri cari devono poter tornare a casa sani e salvi dal lavoro».

Dal fronte sindacale è intervenuto anche Claudio Papa, segretario FenealUil Torino, ricordando che «ogni giorno i nostri rappresentanti entrano nei cantieri e sottoscrivono protocolli, ma manca ancora una vera cultura della sicurezza. Per questo continueremo a lavorare con le scuole: la vita è il bene più prezioso».

Uno sguardo al futuro

La seconda edizione della Settimana del Lavoro Sicuro si chiuderà venerdì 5 settembre, con il convegno “Sicurezza in edilizia, in attesa di giustizia per Brandizzo”, nella Sala Consiliare del Comune di Brandizzo. Un momento di confronto tra istituzioni, enti e sindacati per fare il punto sulla sicurezza nei luoghi di lavoro in Piemonte e in Italia, con l’obiettivo di trasformare la memoria in azione concreta.

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