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All’Università di Torino riparte il corso “La violenza maschile contro le donne”: 40 ore di insegnamenti, 9 dipartimenti coinvolti
Con una varietà di approcci, l’ateneo affronta il tema della violenza patriarcale. Rimane il fantasma delle segnalazioni dei docenti accusati di molestie
TORINO – “La violenza maschile contro le donne: dal riconoscimento alla risposta operativa”: si intitola così il corso multidisciplinare che sarà tenuto dall’Università di Torino in collaborazione con l’Associazione Volontarie del Telefono Rosa Piemonte di Torino. Si tratta in realtà della terza edizione, verrà presentata giovedì 25 settembre alle 11 nell’aula A2 del Campus Einaudi.
Chi eroga l’insegnamento è il corso di laurea magistrale in Scienze amministrative e giuridiche delle organizzazioni pubbliche e private del Dipartimento di Giurisprudenza, ma è aperto a tutti gli studenti. Consiste in 40 ore di didattica frontale e affronterà la strutturale violenza maschile contro le donne attraverso lezioni di varie discipline, come la storia, la sociologia, la giurisprudenza e così via. Saranno 9 i dipartimenti coinvolti. Ogni lezione vedrà la partecipazione di volontarie di Telefono Rosa – Torino.
Quello della violenza sulle donne è un tema molto sentito a UniTo, non solo perché l’anno scorso 160 persone hanno sostenuto l’esame finale e 479 studenti hanno frequentato, ma anche perché ci sono stati vari casi di molestie da parte dei professori nei confronti delle studenti. L’ex direttore della scuola di specializzazione di medicina legale Giancarlo Di Vella è ai domiciliari con l’accusa di violenza sessuale, minacce e stalking; l’insegnante di filosofia estetica Federico Vercellone è stato sospeso dall’insegnamento per diversi mesi dopo le denunce di alcune ragazze che lo accusavano di molestie. Il centro antiviolenza dell’Università l’anno scorso aveva raccolto centinaia di segnalazioni da parte delle/degli studenti.
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