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Maxi intervento per salvare la Quercia monumentale di Verbania

L’imponente esemplare, presente dal 1939 e dal peso di diverse tonnellate, nei mesi scorsi aveva mostrato preoccupanti segni di cedimento

Gabriele Farina

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VERBANIA – Oltre 30mila euro di spesa, 16 punti di consolidamento e circa 100 metri di cavo. Sono i numeri dell’intervento straordinario che ha permesso di mettere in sicurezza la Quercia monumentale che da oltre ottant’anni accoglie i visitatori dei Giardini di Villa Taranto, a Verbania. L’imponente esemplare, presente dal 1939 e dal peso di diverse tonnellate, nei mesi scorsi aveva mostrato preoccupanti segni di cedimento, tanto da richiedere un’azione urgente di tutela.

Il lavoro, guidato dal responsabile botanico dell’Ente, Fabrizio Butté, insieme al team di giardinieri, ha permesso di scongiurare il rischio per i lavoratori, i visitatori e la pianta stessa. «Il giardino è vivo e richiede amore, lealtà e professionalità per continuare a regalare emozioni uniche» sottolineano dall’Ente, che dal 2015 ha scelto di non utilizzare più fitofarmaci, adottando un approccio di cura attento e sostenibile.

I segnali d’allarme

Il primo campanello d’allarme risale a giugno, quando alla base di una delle grandi branche erano comparse fessure profonde fino a dieci centimetri. Non si trattava di un episodio isolato: la pianta aveva già sofferto per il violento fortunale del 2012, con un primo intervento di consolidamento mediante tensionatori, e nel 2023 era stata ulteriormente sostenuta con tre pali a causa di una fessurazione centrale.

Il peggioramento delle condizioni, aggravato dalla rottura di alcuni sigilli nel corso dell’estate, ha reso necessario un sopralluogo d’urgenza a cui hanno preso parte Regione Piemonte, Comune di Verbania, Soprintendenza, Carabinieri forestali, Ministero dell’Agricoltura e Ipla (Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente).

Una cura “su misura”

Dalla relazione tecnica emerge come la filosofia dell’intervento sia stata quella di ridurre al minimo l’impatto sulla pianta. La potatura, limitata e selettiva, ha riguardato soltanto le branche principali, preservando i rami minori e mantenendo la morfologia naturale della chioma.

Per garantire stabilità, i tecnici hanno predisposto una tensionatura adattata alle caratteristiche della Quercia, seguendo il principio che «è la pianta a decidere». I nuovi cavi e punti di ancoraggio, integrati ai sostegni già presenti, hanno l’obiettivo di ridurre il rischio senza compromettere l’estetica né la funzionalità dell’albero.

Durante le operazioni, è stata rilevata l’intensità delle forze in gioco, tanto da incidere perfino sulla stabilità di una putrella metallica, come mostrano le crepe riscontrate al suolo. La sicurezza delle fratture è stata monitorata costantemente, anche grazie all’uso di telemetri laser in grado di misurare in tempo reale gli spostamenti della struttura.

Un simbolo da preservare

La Quercia di Villa Taranto non è soltanto un esemplare monumentale, ma un vero e proprio simbolo dei Giardini, uno dei patrimoni botanici più prestigiosi d’Europa. La scelta di investire risorse significative per la sua salvaguardia, rinunciando a interventi drastici e meno onerosi, conferma la filosofia gestionale dell’Ente: trattare il giardino come un organismo vivo da proteggere e valorizzare, a beneficio della comunità e dei visitatori di oggi e di domani.

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