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I giovani torinesi preda di ansia e incertezza: la metà valuta fragile la propria salute psicologica

Secondo l’Osservatorio Sanità di UniSalute, oltre un under 40 su tre vive quotidianamente ansia e preoccupazione. Futuro economico e costo della vita le principali fonti di stress.

Gabriele Farina

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TORINOAnsia, preoccupazione e stress: un trittico ormai familiare per molti giovani torinesi. Secondo l’ultima indagine dell’Osservatorio Sanità di UniSalute, un numero crescente di under 40 nel capoluogo piemontese vive quotidianamente emozioni negative, legate in gran parte a un senso diffuso di incertezza verso il futuro.

Alla domanda su quali siano stati gli stati d’animo più frequenti nell’ultimo anno, l’ansia è la risposta più comune – condivisa da oltre un giovane su tre (35%) – seguita a pari merito dalla felicità, segno di una generazione che oscilla continuamente tra alti e bassi emotivi. Sul podio anche incertezza e preoccupazione (entrambe al 26%), mentre il 38% dichiara di condurre uno stile di vita stressante.

Un dato preoccupante è l’impatto di queste emozioni sulla salute: il 77% degli intervistati riconosce che ansie e preoccupazioni incidono negativamente sul proprio benessere più di qualsiasi altro fattore. Solo il 47% valuta come “buono” o “ottimo” il proprio stato psicologico, mentre quasi uno su cinque (18%) lo definisce “scarso” o addirittura “pessimo”.

Psicologo e benessere personale: cresce la voglia di equilibrio

Per fronteggiare il disagio, un giovane su tre (33%) dichiara di essersi rivolto almeno una volta al mese a uno psicologo nell’ultimo anno, un segnale di maggiore consapevolezza e di minore stigma nei confronti del supporto psicologico.

Molti torinesi under 40 desiderano però rimettere al centro se stessi e la qualità della vita: il 61% punta ad adottare uno stile di vita più salutare, il 44% più equilibrato, e il 41% più attento all’ambiente.
Guardando al futuro, le priorità si orientano verso il benessere personale e relazionale: il 59% intende dedicare più tempo a sé, il 49% alla vita sociale e alle relazioni.

Il futuro fa paura: caro vita e lavoro in cima alle preoccupazioni

Se c’è un tema che domina i pensieri dei giovani torinesi, è proprio il futuro. Il 52% ammette di pensarci quasi ogni giorno. Le paure più diffuse, guardando ai prossimi cinque anni, riguardano soprattutto il costo della vita (59%), il mercato del lavoro (42%) e la stabilità economica del Paese (37%).
Non manca la preoccupazione per la sanità pubblica (24%), segno di una fiducia non sempre salda nelle istituzioni.

Allargando l’orizzonte ai prossimi vent’anni, aumentano i timori per conflitti e tensioni globali (40%) e cambiamento climatico (38%), mentre il caro vita resta il principale incubo per quasi la metà del campione (45%).

Stabilità economica batte carriera e famiglia

Di fronte a un panorama così incerto, non sorprende che il 69% dei giovani torinesi indichi la stabilità economica come il principale obiettivo personale. Seguono il benessere psicologico (58%) e quello fisico (55%), mentre il successo lavorativo scende al 43%.
Ancora più in basso la formazione di una famiglia, citata come traguardo solo dal 39% degli intervistati.

Una fotografia che racconta una generazione sospesa tra ambizioni e paura del domani, impegnata a cercare un equilibrio fragile tra benessere e precarietà, speranza e disillusione — in una città che, più che mai, sembra riflettere le inquietudini del suo tempo.

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2 Commenti

1 Commento

  1. Ardmando

    14 Ottobre 2025 at 8:22

    Generazioni di fiocchi di neve, come li definiscono gli americani. Figli di genitori inadatti e assecondati in ogni idiozia che i social network mettono loro in testa, con l’aggiunta della lobby degli psicologi che dai tempi della pandemia, munge fiumi di denaro cavalcando l’onda di generale idiozia rammollita che ammorba le ultime generazioni, grazie a genitori altrettanto rammolliti e accondiscendenti e un sistema scolastico più debole della gelatina.
    Mancanza di valori, mancanza di sfide, erronea convinzione che tutto sia loro dovuto, mancanza di disciplina e punizioni adeguate. Il tutto per continuare ad alimentare il fiume di denaro che la lobby degli psicologi incamera. Questi rammolliti non saranno mai il futuro della Nazione. Per fortuna.

    • mandoARDmoscio

      14 Ottobre 2025 at 10:27

      speriamo che quelli come lei non abbiano mai la sciagurata idea di riprodursi

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