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Pininfarina, si dimette l’amministratore delegato Silvio Angori: “Divergenze sulle strategie aziendali”
Silvio Angori lascia la guida di Pininfarina dopo 19 anni. La società parla di divergenze sulle strategie aziendali e avvia la ricerca di un nuovo CEO. Tensioni con il gruppo Mahindra.
MONCALIERI – Dopo 19 anni alla guida di Pininfarina, Silvio Angori ha rassegnato le dimissioni dal ruolo di amministratore delegato.
La decisione, ufficializzata dalla società con una nota diffusa il 30 ottobre, arriva in seguito a “divergenze occorse sul perseguimento delle strategie aziendali già definite”.
Un addio che segna la fine di un’epoca
L’uscita di Angori rappresenta un passaggio significativo nella storia recente di Pininfarina, simbolo del design automobilistico italiano nel mondo.
Entrato in azienda nel 2005 e divenuto CEO nel 2009, Angori ha guidato la società durante la complessa transizione seguita all’ingresso nel capitale del gruppo indiano Mahindra, che dal 2015 detiene la proprietà del marchio.
Secondo fonti vicine all’azienda, le dimissioni sarebbero legate a tensioni strategiche tra la dirigenza italiana e la proprietà indiana, in particolare sulle priorità di sviluppo industriale e commerciale del gruppo.
Pininfarina: “Transizione operativa, nessun cambio di rotta”
In una nota ufficiale, Pininfarina S.p.A. ha precisato che è stato avviato l’iter di selezione del nuovo amministratore delegato, che avrà il compito di “proseguire il percorso di crescita dell’azienda e attuare le priorità strategiche definite”.
La società ha sottolineato che la transizione “rappresenta un cambiamento operativo e non implica alcuna modifica strategica più ampia rispetto all’indirizzo attuale”.
Il futuro della storica azienda torinese
Con sede a Cambiano, nel Torinese, Pininfarina continua a essere un polo di eccellenza nel design e nell’ingegneria.
Negli ultimi anni ha diversificato la propria attività, collaborando non solo con case automobilistiche ma anche con settori come l’architettura, la nautica e l’industrial design.
L’uscita di Silvio Angori apre ora una nuova fase di governance per l’azienda, che dovrà affrontare le sfide della transizione elettrica e della digitalizzazione del design mantenendo saldo il legame con la tradizione italiana del marchio.
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