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CronacaVerbano Cusio Ossola

Aggredisce la ex moglie con l’acido a Verbania: oggi dalla sentenza con condanna alla revoca dei domiciliari

Revocati i domiciliari al 64enne che aggredì l’ex con acido a Verbania. Solo sorveglianza speciale e distanziamento per proteggere la vittima.

Chiara Scerba

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Carabinieri

VERBANIA – A quasi un anno dall’aggressione avvenuta il 28 dicembre 2024 in un salone di acconciature di Verbania, la vicenda giudiziaria ha vissuto nelle ultime due settimane una nuova e intensa evoluzione, culminata oggi con la revoca degli arresti domiciliari per il 64enne responsabile dell’attacco.

Il Caso in breve

Il 12 novembre scorso il tribunale di Verbania ha emesso la sentenza a carico dell’uomo, condannandolo a tre anni di reclusione con rito abbreviato. La decisione aveva generato forte discussione: il giudice aveva infatti escluso il reato di tentata deformazione o sfregio permanente, sostenendo che l’acido impiegato non fosse idoneo a causare danni irreversibili.
La donna, grazie a un risciacquo immediato all’interno del locale, non aveva riportato cicatrici profonde. L’impianto accusatorio era stato dunque riqualificato in tentate lesioni gravissime e minacce, pena richiesta dalla procura.

La pubblicazione delle motivazioni aveva riaperto la discussione pubblica sul caso, soprattutto per il passaggio in cui si spiegava che l’assenza di deformazioni permanenti fosse legata alla possibilità, per la vittima, di lavarsi subito il viso. Una circostanza ritenuta da molti problematica e poco rilevante ai fini della condanna, soprattutto alla luce della violenza subita e delle minacce che avevano preceduto l’aggressione.

Le evoluzioni di oggi

Questa mattina è arrivata una nuova decisione del tribunale: sono stati revocati gli arresti domiciliari dell’uomo, anche se il 64enne non torna però completamente libero. La Corte ha disposto obbligo di firma in caserma e sorveglianza speciale con applicazione di braccialetto elettronico. La distanza minima di 500 metri dalla vittima verrà monitorata da un dispositivo dedicato anche alla donna.

L’aggressione, le minacce precedenti, la sentenza dibattuta e l’odierna revoca dei domiciliari compongono un quadro che mantiene alta l’attenzione sulla violenza di genere e sul ruolo centrale delle misure di protezione. Il sistema legislativo e giudiziario non è forse ancora del tutto allineato alla tutela dei singoli/e.

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