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CronacaTorino

Addio a Guido Nasi, il “lottatore” che non smise mai di raccontare la vita

La sua vita era stata stravolta nel 1999, quando a soli 17 anni venne aggredito a Dublino, rimanendo muto e tetraplegico

Gabriele Farina

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TORINO – Si è spento oggi Guido Nasi, torinese di 43 anni. La sua vita era stata stravolta nel 1999, quando a soli 17 anni si trovava a Dublino per un’esperienza Erasmus. In un locale della capitale irlandese fu vittima di una rapina: colpito violentemente alla testa con una bottiglia, cadde in coma e si risvegliò 45 giorni dopo scoprendo che quelle botte gli avevano tolto la voce e l’uso del corpo. Da allora Guido Nasi era muto e tetraplegico, costretto sulla sedia a rotelle, con la possibilità di muovere soltanto, con grande fatica, la mano sinistra.

Torinese, classe 1982, aveva frequentato il liceo classico Vincenzo Gioberti e poi intrapreso studi in Scienze matematiche. Prima dell’aggressione coltivava una forte passione per l’astrofisica, curiosità che non lo abbandonò mai, nemmeno dopo il ritorno a Torino, quando comunicare con il mondo divenne possibile solo grazie a un tablet speciale capace di trasformare in suoni le parole digitate.

L’aggressore, condannato per rapina e tentato omicidio, ha scontato otto anni di carcere ed è oggi una persona libera. Non ha mai chiesto scusa a Nasi. Dall’Irlanda, invece, arrivarono fin da subito solidarietà e aiuti concreti: televisioni e giornali locali promossero raccolte fondi, mentre lo Stato irlandese riconobbe un risarcimento alla famiglia.

La scrittura e Il lottatore

Nonostante un handicap gravissimo, Guido Nasi non ha mai smesso di raccontarsi. La scrittura è diventata per lui uno strumento di resilienza e di dialogo con il mondo. Ha pubblicato poesie e racconti, fino a dare forma alla sua autobiografia, Il lottatore (Golem Edizioni, 2019), scritta insieme allo scrittore Massimo Tallone. Un libro diviso in tre parti: la giovinezza spensierata, la frattura improvvisa di Dublino e poi lo sguardo in avanti, spesso sorretto dall’ironia, per continuare a combattere.

Negli ultimi anni Nasi affrontava anche un parkinsonismo da trauma, una condizione che aveva imparato a riconoscere e nominare da solo, navigando in rete. Un’ulteriore battaglia quotidiana, vissuta e raccontata con lucidità, senza mai cedere alla retorica. Guido Nasi se n’è andato a 43 anni, lasciando una testimonianza rara di coraggio silenzioso e di parole conquistate una lettera alla volta.

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