Seguici su

AlessandriaLavoro

Terme di Acqui, il sindaco Rapetti: “Solidarietà ai lavoratori e impegno totale per la riapertura nel 2026”

Il 2026, secondo il sindaco, sarà un anno complesso ma decisivo

Gabriele Farina

Pubblicato

il

ACQUI TERME – Solidarietà ai dipendenti colpiti dai licenziamenti e un impegno netto per la riapertura delle Terme. È il messaggio lanciato dal sindaco di Acqui Terme, Danilo Rapetti, che interviene con decisione sulla crisi di Terme di Acqui S.p.A., ribadendo il ruolo centrale dell’attività termale per l’identità e il futuro della città.

“Le Terme rappresentano un patrimonio fondamentale e irrinunciabile per Acqui e devono assolutamente riaprire”, afferma Rapetti, sottolineando come l’attività termale sanitaria sia parte integrante della storia e dell’economia locale. Un settore che, secondo il primo cittadino, non può in alcun modo essere compromesso.

L’Amministrazione comunale intende ora agire sul piano istituzionale e giuridico per creare le condizioni necessarie alla ripartenza. In qualità di ente titolare della funzione di rilascio delle concessioni, il Comune si dice pronto a consentire l’apertura della stagione termale 2026 – e, se necessario, anche delle successive – garantendo la disponibilità dell’acqua termale per un periodo congruo, tale da permettere l’equilibrio economico dell’attività sanitaria.

I rapporti con la proprietà

Sul fronte dei rapporti con la proprietà, Rapetti conferma che è già in corso un’interlocuzione tra i legali del Comune e quelli di Terme di Acqui. Un confronto che arriva dopo il rifiuto, da parte del signor Pater, di accettare un invito diretto al dialogo avanzato dal sindaco. “Il nostro obiettivo rimane chiaro – spiega –: garantire tutte le condizioni giuridiche affinché le Terme possano avviare regolarmente la stagione”.

La tutela dei lavoratori resta un punto fermo dell’azione amministrativa. “Faremo tutto quello che va fatto per difendere i dipendenti e assicurare la riapertura”, ribadisce Rapetti, che annuncia anche l’avvio di un dialogo con la Regione Piemonte. È previsto, infatti, un incontro con il presidente Alberto Cirio, con una priorità ben definita: garantire l’operatività della fanghiera e la continuità dei servizi termali sanitari.

2026 anno decisivo

Il 2026, secondo il sindaco, sarà un anno complesso ma decisivo. Rapetti utilizza una metafora medica per descrivere la fase che attende il sistema termale acquese: “È come un intervento chirurgico: prima si affronta un periodo difficile, poi si elimina definitivamente la patologia”. In questa prospettiva, la scadenza delle concessioni viene letta non solo come un momento critico, ma anche come un passaggio obbligato e fondamentale per una vera rinascita del comparto.

“È l’unico momento – conclude il sindaco – che può garantire il rilancio delle Terme e assicurare l’acqua termale a chi vuole davvero investire sul futuro di Acqui Terme”. Un messaggio che punta a rassicurare lavoratori e cittadini, indicando nella crisi attuale l’occasione per un nuovo inizio.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Iscriviti al canale Quotidiano Piemontese su WhatsApp, segui la nostra pagina Facebook e continua a leggere Quotidiano Piemontese

E tu cosa ne pensi?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *