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La prima scultura dedicata ad una donna a Torino è per Giulia di Barolo

Tre giorni di eventi tra arte, memoria e impegno sociale

Gabriele Farina

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TORINO – Torino rende omaggio a una delle sue figure più luminose con una nuova opera d’arte che unisce memoria storica, valore simbolico e impegno civile. Dal 17 al 19 gennaio, Palazzo Barolo e il Distretto Sociale Barolo diventano il cuore di una tre giorni di festa e riflessione in occasione dell’inaugurazione della nuova scultura dedicata a Giulia di Barolo, collocata sulla facciata della storica residenza all’angolo tra via Corte d’Appello e via delle Orfane. Un monumento importante perchè (incredibile a dirsi) è la prima scultura dedicata ad una donna a Torino.

Il monumento, voluto dall’Opera Barolo per ricordare la sua fondatrice e patrocinato dalla Città di Torino e dall’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino, è stato realizzato grazie al sostegno della famiglia Abbona, titolare dell’azienda vitivinicola “Marchesi di Barolo. Antiche Cantine in Barolo”, mentre l’illuminazione è stata curata dal Gruppo Iren.

Una scultura che dialoga con la storia

L’opera è firmata da Gabriele Garbolino Rù, docente dell’Accademia Albertina, con la curatela artistica di Enrico Zanellati. Si tratta di una scultura in bronzo che raffigura due donne: Giulia di Barolo e una carcerata, stretta tra le sue braccia in un gesto di protezione e accoglienza. Un’immagine potente, che restituisce con forza il senso dell’azione concreta e compassionevole della marchesa.

Per realizzare il monumento, l’artista ha potuto studiare i ritratti originali conservati a Palazzo Barolo e lasciarsi guidare dalle Memorie sulle carceri, scritte in prima persona da Giulia di Barolo. Ne è nata una reinterpretazione contemporanea della sua figura, pensata per dialogare con la maestosa facciata del palazzo, che non fa da semplice sfondo ma diventa parte integrante dell’opera.

Giulia di Barolo, una vita al servizio degli ultimi

Nata nel 1786 e scomparsa nel 1864, Giulia di Barolo fu instancabile nel suo impegno a favore delle detenute. Insieme al marito Carlo Tancredi, fondò il Distretto Sociale Barolo, uno dei primi luoghi di accoglienza per le donne uscite dal carcere, e diede vita a numerose opere di servizio sociale ed educativo. Un’eredità che l’Opera Barolo continua tutt’oggi a custodire e rendere viva.

Riconosciuti come Venerabili rispettivamente nel 2015 e nel 2018, per Giulia e Carlo Tancredi è attualmente in corso il processo di beatificazione, ulteriore segno di una testimonianza che ha attraversato il tempo.

Un lungo weekend tra visite, musica e spettacoli

L’inaugurazione della scultura dà il via a tre giornate ricche di appuntamenti culturali e aperti alla cittadinanza. Sabato 17 gennaio si aprono le visite guidate “Sulle orme di Giulia …” e lo spettacolo a Palazzo Barolo con la Società di Danza Torinese e i rievocatori dell’associazione “Le vie del tempo”.

Domenica spazio alle famiglie e ai più piccoli con le attività musicali di “Crescendo in Sol”, le proposte educative del MUSLI – Museo della Scuola e Pop-App Museum e nuove visite guidate. In entrambe le giornate sarà possibile visitare anche il Distretto Sociale Barolo, oggi sede di numerose associazioni di volontariato che offrono quotidianamente servizi e beni di prima necessità a persone e famiglie in condizioni di fragilità.

La conclusione è affidata a lunedì 19 gennaio: al mattino, nella Chiesa di Santa Giulia, si terrà la celebrazione eucaristica in suffragio della marchesa; nel pomeriggio, a Palazzo Barolo, il concerto “Sulle note di Giulia” chiuderà simbolicamente la tre giorni.

La scultura in numeri

Alta 2 metri e 30 centimetri e dal peso di 170 chilogrammi, la scultura sviluppa una superficie di 4 metri quadrati ed è collocata a 4 metri da terra. La sua realizzazione ha richiesto due anni di lavoro, dalla fase di ricerca al progetto, passando per il modellato in gesso e cera, la fusione in bronzo, l’assemblaggio e la patinatura finale.

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