CronacaCuneo
Per l’omicidio di Nada Cella è stata condannata a 24 anni Anna Lucia Cecere, che dopo i fatti si rifugiò nel cuneese
L’omicidio nel 1996 a Chiavari, in Liguria. Nella lunga storia del processo c’è un verbale mai analizzato e una fuga sospetta di Cecere a Boves, nel cuneese, subito dopo l’omicidio
PIEMONTE – Il caso dell’omicidio di Nada Cella, una donna assassinata a Chiavari, in Liguria, nel 1996, ha finalmente una verità giudiziaria: ad ucciderla fu Anna Lucia Cecere e a favorirla nell’evitare le indagini fu Marco Soracco. La sentenza è arrivata oggi dopo trent’anni, ma si tratta solo del primo grado di giudizio.
I fatti, in breve, sono questi: nel 1996 Cella fu trovata morta sul luogo di lavoro, lo studio del commercialista Marco Soracco. Anna Lucia Cecere, che di lavoro faceva l’insegnante, era probabilmente invaghita di Soracco e voleva anche lavorarci insieme. Così pensò di uccidere Cella per prendere il suo posto di lavoro e nello stesso tempo stare più vicina a Soracco. La storia riguarda anche il Piemonte perchè dopo una prima breve fase di indagini Anna Lucia Cecere si rifugiò in provincia di Cuneo, a Boves.
Il caso fu prima archiviato e poi riaperto nel 2021, grazie a un verbale mai esaminato che certificava il fatto che a casa di Cecere furono trovati dei bottoni con base metallica incastonata, una stella a cinque punte e la scritta “Great Seal of the State of Oklahoma”, esattamente come il bottone trovato vicino al corpo di Nada Cella.
Cecere è stata condannata a 24anni per l’omicidio, mentre Soracco a due anni per favoreggiamento. La pm Gabriella Dotto aveva chiesto l’ergastolo per Cecere (difesa dagli avvocati Giovanni Roffo e Gabriella Martini) e quattro anni per Soracco.
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