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Dal sole alla neve: nuova perturbazione in arrivo sul Piemonte, fino a 50 cm sulle Alpi
Un peggioramento tipicamente invernale, che riporta scenari pienamente stagionali sulle montagne piemontesi e che potrebbe creare disagi locali nelle aree collinari del basso Piemonte
TORINO – Dopo un lunedì pomeriggio insolitamente luminoso e mite, con temperature risalite fino a 9-11°C in pianura, il Piemonte si prepara a un nuovo e marcato cambio di scenario. Martedì 27 gennaio segnerà infatti, secondo le previsioni del meterologo Andrea Vuolo, il ritorno del maltempo diffuso, con piogge, rovesci intensi e soprattutto neve abbondante su gran parte dell’arco alpino, localmente fino ai fondovalle.
A determinare il peggioramento sarà una perturbazione atlantica collegata a una vasta circolazione depressionaria sull’oceano, in grado di generare un minimo barico secondario in approfondimento fino a 990 hPa sul Golfo del Leone. Una configurazione che spalancherà le porte a correnti umide e instabili da Sud-Sudovest, ideali per precipitazioni estese e, in alcune zone, anche di forte intensità.
Martedì: mattino tranquillo, poi peggiora
La prima parte di martedì sarà ancora relativamente stabile, con cielo parzialmente nuvoloso e assenza di fenomeni. Ma si tratterà solo di una tregua.
Dal metà pomeriggio, un sistema frontale raggiungerà le Alpi occidentali portando le prime deboli precipitazioni su:
- Appennino
- Alpi del Cuneese
- Alpi del Torinese
Nel corso della serata, i fenomeni si estenderanno progressivamente a tutta la regione.
Neve: ritorno deciso sull’arco alpino
La quota neve iniziale sarà compresa tra 800 e 1.200 metri, ma tenderà a calare nel corso della serata, specie sul basso Piemonte. Nella notte tra martedì e mercoledì si entrerà nel cuore dell’evento.
Gli accumuli più significativi sono attesi su:
Rilievi del Cuneese
- 30–50 cm oltre i 1.200–1.500 m
- quantitativi un po’ inferiori sulle valli del Monviso
Alta Val Susa, Biellese, Valsesia e VCO
- 25–40 cm sopra i 1.500–1.800 m
Resto delle Alpi piemontesi
- 15–30 cm oltre i 1.500 m
Le precipitazioni potranno risultare forti nelle ore notturne, in particolare:
- sulle alte valli delle Alpi Marittime e Liguri (per sfondamento da Sudovest)
- sulle aree prealpine di Sesia e Verbano
Il miglioramento inizierà da ovest mercoledì mattina, con ultime precipitazioni nel pomeriggio verso il confine lombardo e a ridosso dei rilievi.
Neve a bassa quota: il Cuneese osservato speciale
L’aspetto più delicato riguarda le quote collinari e pedemontane del basso Piemonte.
Dalla tarda serata di martedì, la neve potrà spingersi fino a:
Altopiano del Cuneese (Fossano – Cuneo – Mondovì)
- 5–10 cm di neve umida dai 400 m
- 10–15 cm oltre i 600 m
- possibili accumuli superiori in Valle Tanaro
Langhe e Roero (tra Albese e Braidese)
- qualche centimetro già dai 200–300 m
Basso Astigiano a sud del Tanaro
- neve dai 250–300 m
Basso Alessandrino (Acquese e Ovadese)
- deboli accumuli collinari
- possibili episodi di pioggia congelante in alcune valli appenniniche sud-occidentali
Altrove, la quota neve notturna resterà in genere tra 500 e 800 m, localmente anche più alta (900–1.000 m) sui settori prealpini dell’alto Piemonte esposti all’aria più mite meridionale.
Effetto “omotermia”: fiocchi possibili quasi in pianura
Durante il culmine delle precipitazioni notturne potrebbe verificarsi una fase di omotermia (colonna d’aria tutta intorno agli 0°C). In questo caso non si esclude, per alcune ore, pioggia mista a neve o brevi nevicate fin quasi in pianura tra:
- bassa pianura Cuneese
- medio-basso Torinese
- Astigiano
Zone più esposte: Carmagnolese, Saviglianese e Canellese, con possibile spolverata anche sulla collina torinese.
Dal mattino di mercoledì è atteso però un rialzo della quota neve:
- oltre 800–1.100 m a nord del Po
- tra 400–700 m altrove
In sintesi
- Martedì mattina: ancora asciutto
- Dal pomeriggio: piogge in estensione
- Notte su mercoledì: fase più intensa, neve abbondante in montagna
- Cuneese protagonista anche a bassa quota
- Attenzione a pioggia congelante su alcuni tratti dell’Alessandrino
- Migliora da ovest mercoledì
Un peggioramento tipicamente invernale, che riporta scenari pienamente stagionali sulle montagne piemontesi e che potrebbe creare disagi locali nelle aree collinari del basso Piemonte.
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