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Chi sono i 10 atleti piemontesi che gareggeranno alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026
Scopri chi sono i magnifici 10 piemontesi alle Olimpiadi
TORINO – Amedeo Bagnis, Martino Carollo, Mattia Casse, Andrea Cassinelli, Luca Frigo, Valentina Margaglio, Ian Matteoli, Alberto Pimpini, Rebecca Roccella e Carola Saletta. Sono questi i dieci atleti del Piemonte che prenderanno parte, a parire dal 4 febbraio, alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026.
Sci di fondo, Sci alpino, Skeleton, Short track, Hockey su ghiaccio, Snowboard e Curling sono le specialità in cui i nostri saranno impegnati alla ricerca di una medaglia o comunque di prestazioni di livello in un’avventura che per tutti sarà indimenticabile.
Vediamo nel dettaglio chi sono i 10 atleti piemontesi che gareggeranno alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 con le presentazioni dal sito del CONI.

Amedeo Bagnis (Skeleton)
Diplomato presso l’Istituto Agrario di Vercelli, arriva allo skeleton per caso, dopo avere praticato per anni l’atletica leggera (400 metri). Galeotta la prova che gli propongono di sostenere nell’estate del 2018 ed i confortanti successivi test di spinta, che lo proiettano verso una dimensione tutta nuova. Primo azzurro della storia a salire sul podio dei Mondiali (argento a St. Moritz nel gennaio 2023) e a vincere l’argento agli Europei (tre anni più tardi ancora sul budello naturale svizzero), nel gennaio 2024 (sempre in Engadina) è il primo italiano ad imporsi in una tappa di Coppa del Mondo. Il trionfo personale, inoltre, è accompagnato pure da quello nel mixed team in coppia con Valentina Margaglio. Risultati che in breve tempo gli fanno ottenere le considerazioni generali. Adora viaggiare e passare le vacanze al mare ed ha una particolare predilezione per la musica e la panissa vercellese. Undicesimo in quel di Pechino 2022, il proprio debutto con i cinque cerchi, vuole godersi appieno la seconda esperienza olimpica, in cui sa di possedere nulla in meno rispetto ai migliori al mondo.
Martino Carollo (Sci di fondo)
Originario di Borgo San Dalmazzo, nella provincia di Cuneo, i suoi genitori gli mettono un paio di sci ai piedi già a tre anni. Parallelamente inizia anche a sfrecciare sulla mountain bike e, affascinato dal tiro, a praticare il biathlon, la disciplina scelta dal fratello minore Michele, ma alla fine opta per il fondo per via delle minori incognite e della gestione della gara. Nel febbraio 2025 si mette in luce ai Mondiali U23 di Schilpario, dove si tinge di bronzo nella 10 km TL, oltre a mettersi al collo l’argento insieme ai compagni della 4×5 km mista. Pochi giorni più tardi vola a Trondheim per prendere parte alla prima rassegna iridata in ambito senior in cui, tra le altre cose, fa breccia in top-30 nella mass start TL. Ha come punto di riferimento il pattinatore di velocità svedese Nils Van Der Poel e nel tempo libero i suoi hobby principali sono il trekking, l’escursionismo e la corsa in montagna. Fare il proprio debutto ai Giochi Olimpici sulle nevi di casa per uno come lui non fa differenza: le sue aspettative sono sempre al massimo.
Mattia Casse (Sci alpino)
Figlio di Alessandro, negli anni Settanta vincitore di due ori iridati nel chilometro lanciato e detentore anche del record del mondo, l’alta velocità è nel suo DNA. Nel 2010 esplode ai Mondiali juniores di Megève, dove ottiene il titolo in discesa libera ed il bronzo in super-G. Qualche infortunio di troppo frena la sua ascesa, tanto che deve aspettare il dicembre 2022 per mettere le mani sul primo podio in carriera sul circuito di Coppa del Mondo (terzo a 32 anni nella discesa in Val Gardena). Due stagioni dopo (sempre sulla mitica Saslong) sorprende tutti nel super-G e si leva anche la gioia del primo successo. Nel mezzo un altro doppio terzo posto ma più di tutto la bella consapevolezza di un fisico che, finalmente, sembra essere tornato pienamente dalla sua parte, grazie alla cura maniacale del lavoro extra-pista e della dieta. A 35 anni il ‘Trattore’ è pronto pure lui a farsi largo sul palcoscenico olimpico, dove vuole riprendersi con gli interessi tutto il tempo perduto.
Andrea Cassinelli (Short track)
La scintilla scocca nel 2005, quando va al PalaVela di Torino da tifoso ed ha la fortuna di assistere ad un successo di Fabio Carta, icona azzurra dello short track. Lui inizia a pattinare già ad otto anni grazie al fratello ma quella giornata gli rimane impressa nel cuore, spingendolo a trasformare la propria passione in un lavoro. Le soddisfazioni agonistiche più significative le coglie con le staffette, grazie a cui mette in bacheca due medaglie olimpiche, tre mondiali e quattro continentali. Deve molto alla famiglia, che lo sostiene da sempre, e ama passare il tempo libero con gli amici o giocando ai videogame. È un grande appassionato di musica rap e per rilassarsi gli piace cercare nuovi gruppi da ascoltare. Si diverte anche a giocare a pallacanestro perché, compatibilmente con gli impegni sul ghiaccio, non si perde un incontro della NBA. Diplomato al liceo artistico, ama pure disegnare per dare voce al suo estro. Ad attenderlo a Milano Cortina c’è il secondo capitolo della sua storia a cinque cerchi.
Luca Frigo (Hockey su ghiaccio)
Nato a Moncalieri ma cresciuto a Luserna San Giovanni, la sua è una famiglia di hockeisti su ghiaccio. Suo padre, infatti, è un ex giocatore, così come la sorella minore Eleonora. Formatosi nelle giovanili della sua Valpellice, nel 2012 supera il provino con gli Omaha Lancers in USHL mentre in estate 2015 tenta l’esperienza nella terza divisione svedese con il Kallinge. A 23 anni approda in Alto Adige tra le file del Bolzano e nel 2018 firma con i Foxes il Karl Nedwed Trophy, rivestendo un ruolo da protagonista in virtù dei goal che decidono sia la serie di semifinale contro Vienna sia quella di finale contro Salisburgo. Con ben oltre 500 presenze in maglia biancorossa, nel 2025/2026 (dopo Daniel Frank) è il secondo con più partite disputate in squadra. Nel frattempo diventa anche uno dei punti fermi in Nazionale, con cui partecipa alle qualifiche olimpiche di Pyeongchang 2018 e di Pechino 2022 e a otto edizioni dei Mondiali tra Top Division e Divisione I (Gruppo A). Milano lo attende per il primo capitolo della sua vita sportiva all’insegna dei cinque cerchi.
Valentina Margaglio (Skeleton)
Papà italiano e mamma originaria della Costa d’Avorio, la sua storia comincia da Casale Monferrato nel segno dell’atletica leggera. Nasce come promettente velocista ma prova anche il peso ed il giavellotto, poi cambia sport diventando una frenatrice nel bob. Infine, nel 2015, la scelta definitiva: quella di passare allo skeleton. Ad Altenberg 2020, in coppia con Mattia Gaspari, ottiene il bronzo nel mixed team, regalando all’Italia la prima medaglia iridata nella storia di questa disciplina. In pochi anni diventa una certezza in Coppa del Mondo, in cui vanta quattro podi individuali, e nel gennaio 2022 si mette al collo uno storico bronzo agli Europei di St. Moritz. Cresciuta in una famiglia molto numerosa (tre sorelle più grandi ed un fratello più piccolo), le piacciono i viaggi, animare le vacanze ed i piatti della cucina monferrina. Parte per Milano Cortina con la ricetta giusta per essere protagonista.
Ian Matteoli (Snowboard)
È il figlio ventenne di Andrea ‘Matiu’ Matteoli, ai tempi abile snowboarder alpino con 17 podi in Coppa del Mondo ed ex allenatore (tra gli altri) di Ross Rebagliati (oro in slalom gigante a Nagano 1998). A Torino 2006 assume anche il ruolo di snowboard track director. Il piccolo Ian viene messo su una tavola a due anni e, in base agli spostamenti dei familiari, matura tra Nuova Zelanda, Francia e Stati Uniti, trovando anche il tempo di diventare un abile skateboarder. Nel dicembre 2022 arriva terzo nel big air di Coppa del Mondo a Copper Mountain e diventa il primo azzurro di sempre a salire sul podio in questa specialità. A febbraio 2023 la rottura della milza ed un intervento chirurgico di urgenza sembrano frenarne l’ascesa. Lui, però, risale la china e nell’inverno 2024/2025 conquista un doppio secondo posto, valido per la piazza d’onore nella classifica stagionale di big air. A fine marzo lotta anche per la medaglia ai Mondiali di Engadina, archiviati con un settimo posto. A Milano Cortina può davvero sognare in grande.
Alberto Pimpini (Curling)
Originario di Giaveno, è un ex talento del calcio giovanile valsusino. Dodici anni fa, sulla scia dell’entusiasmo lasciato in eredità dall’Olimpiade di Torino 2006, a sorpresa decide di farla finita con lo sport più diffuso a livello nazionale ed inizia il proprio percorso nel curling. Mai scelta si rivela più azzeccata. Spronato dalla sua insegnante e seguendo le orme della sorella maggiore Denise (pure lei una professionista della disciplina), gioca per alcuni anni nel Team Piemonte Virtus di Pinerolo, la palestra di allenamento più vicina. Da qui comincia la costruzione di una strada lastricata di successi. Dopo alcune fortunate stagioni e presenze a livello internazionale, è notato dall’Aeronautica Militare, che nel 2018 lo arruola come aviere scelto e gli dà la chance di fare della sua passione un lavoro. Negli ultimi anni ha la possibilità di fare innumerevoli esperienze all’interno del Team Retornaz, con il quale partecipa ad un’edizione dei Mondiali (Lethbridge 2019) e quattro degli Europei, torneo in cui nel 2022 si tinge di bronzo a Östersund. Non soffre di vertigini e continua a lavorare sodo per puntare sempre all’apice. Si è preso Milano Cortina per scoprire la magia olimpica e le indelebili emozioni che è capace di regalare.
Rebecca Roccella (Hockhey su ghiaccio)
È sorella di Sharon Roccella nonché cugina di Elisa Biondi, anche loro giocatrici di hockey su ghiaccio nel giro della Nazionale. Infila il suo primo paio di pattini a cinque anni, sdoppiando la propria attività agonistica anche con l’inline. Cresce tra le file della Real Torino ma, da ormai tanti anni, milita stabilmente nella lega svizzera ed attualmente gioca con la maglia dell’HC Davos Ladies. Con l’Italia è selezionata per la qualifica olimpica (poi mancata) ai Giochi di Pechino 2022 e, tra gli altri risultati di prestigio, ha in bacheca i due ori (Asiago 2018 e Dumfries 2025) vinti ai Mondiali Divisione I (Gruppo B). Segue con passione le arti marziali miste ed ama viaggiare per potersi immergere in culture ed abitudini differenti dalle sue. Ha come genere prediletto la musica house e, fuori dai match o dagli allenamenti, si scarica di fronte ad un film degli attori preferiti Keanu Reeves e Jennifer Aniston. Adesso, però, è lei ad essere protagonista: a Milano Cortina va in scena il suo esordio a cinque cerchi.
Carola Saletta (Hockey su ghiaccio)
Figlia dell’ex giocatore e dirigente federale Dario Saletta, comincia a giocare ad hockey su ghiaccio relativamente tardi (all’età di nove anni), abbandonando lo sci e poi la ginnastica artistica. Formatasi insieme alle All Stars Piemonte, milita anche con le Eagles Bolzano, con cui si garantisce tre campionati italiani e uno europeo. In Nazionale dal 2009, assume per anni pure il ruolo di capitano con il 4, lo stesso numero di maglia di suo padre. Tra le file dell’Italia è convocata per tre qualificazioni olimpiche (Sochi 2014, Pyeongchang 2018 e Pechino 2022) ed è presente in ben 14 edizioni dei Mondiali, ottenendo (tra gli altri risultati) un tris di titoli iridati: Asiago 2014 (Divisione II Gruppo A), Asiago 2018 (Divisione I Gruppo B) e Dumfries 2025 (Divisione I Gruppo B). Attualmente indossa i colori del club svizzero HC Fribourg-Gottéron Ladies. Atleta di dual career, ama faticare anche sui libri ed è laureata con il massimo di voti in Giurisprudenza, conseguendo poi un Master di II livello a Ginevra. Sulla pista di Milano Cortina 2026 vuole andarsi a prendere l’ennesima lode.
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