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Occupazione di Palazzo Nuovo: non può essere garantita la sicurezza, sospese le attività didattiche

Provvedimento urgente dell’Università di Torino

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TORINO – Quello del 28 gennaio scorso è stato un mercoledì di tensione all’Università di Torino, quando nel tardo pomeriggio i collettivi universitari hanno occupato Palazzo Nuovo, storica sede delle facoltà umanistiche, al termine di un’assemblea convocata alle 18 proprio all’interno dell’edificio. Al centro della protesta, la decisione del Rettorato di chiudere la struttura per due giorni, impedendo di fatto lo svolgimento di un evento musicale organizzato contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna.

Nonostante poi le lezioni e gli esami degli studenti in questi giorni siano proseguiti normalmente, la Rettrice ha deciso di sospendere tutte le attività didattiche a partire dalle 16 di oggi.

Così riporta la nota:

A seguito dell’occupazione di Palazzo Nuovo attualmente in corso con la presenza di persone anche estranee alla comunità universitaria, l’Università degli Studi di Torino ha disposto la sospensione di ogni attività didattica e lavorativa a partire dalle ore 16:00 della giornata di oggi, 30 gennaio 2026 al fine di tutelare la sicurezza delle persone e degli spazi. La sospensione rimarrà attiva fino al ripristino delle normali condizioni di accesso e utilizzo della struttura.

La decisione è stata assunta a seguito di un’attenta analisi della situazione e in considerazione dell’impossibilità di garantire condizioni adeguate di sicurezza all’interno dell’edificio, anche in relazione alla tipologia delle attività abusive in corso in locali non idonei. Si è pertanto reso necessario adottare il presente provvedimento straordinario e urgente.

L’Ateneo infatti non è e non sarà, fino a cessata occupazione, nelle condizioni di svolgere il proprio servizio né di assicurare gli ordinari standard di sicurezza né può intervenire a tutela di persone e cose declinando ogni responsabilità.

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