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Tre progetti del Piemonte finanziati da Fondazione Telethon con 444 mila euro

In Piemonte sono stati sostenuti tre studi

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TORINOFondazione Telethon ha selezionato 27 nuovi progetti di ricerca sulle malattie genetiche rare nell’ambito del primo round della seconda edizione (2025-2027) del bando “multi-round”, destinando complessivamente 7 milioni di euro a 39 gruppi di ricerca attivi in nove regioni italiane. In Piemonte sono stati finanziati tre progetti per un totale di 444 mila euro.

Il bando sostiene studi di ricerca di base e preclinica condotti da enti non profit pubblici e privati. La selezione si è articolata in due fasi — una valutazione preliminare delle lettere di intenti e, successivamente, l’analisi dei progetti completi — ed è stata affidata a una commissione scientifica internazionale composta da 26 esperti, presieduta da Beverly Davidson dell’Università della Pennsylvania.

Dei 27 progetti finanziati, 16 riguardano la ricerca di base e 11 quella preclinica. La maggior parte è concentrata in Lombardia, mentre gli altri sono distribuiti tra Lazio, Veneto, Piemonte, Campania, Emilia-Romagna, Liguria, Toscana e Trentino-Alto Adige. Le ricerche spaziano dalle malattie neuromuscolari e neurologiche all’epilessia, dalle amiloidosi alle disabilità intellettive, fino a forme rare di obesità e di Parkinson.

In Piemonte sono stati sostenuti tre studi: uno guidato da Enrica Boda al NICO dell’Università di Torino su una possibile terapia cellulare per una forma rara di microcefalia; un progetto coordinato da Ferdinando Fiumara all’Università di Torino sulla sindrome NEDAMSS; e una ricerca di Flavia Prodam all’Università del Piemonte Orientale su nuove strategie per l’obesità pediatrica grave legata alla carenza del recettore della leptina.

“Questa nuova edizione del bando conferma l’impegno di Fondazione Telethon nel garantire risorse alla ricerca sulle malattie genetiche rare, sostenendo il lavoro dei ricercatori in tutta Italia -, ha commentato Celeste Scotti, direttore Ricerca e sviluppo della Fondazione -. La qualità dei progetti selezionati e la loro distribuzione sul territorio dimostrano la vitalità della ricerca italiana e l’importanza di continuare a investire in questo settore».

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