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E’ morta Maria Franca Ferrero, figura discreta e decisiva nella storia del gruppo dolciario

Aveva appena compiuto 87 anni

Gabriele Farina

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ALBA – Si è spenta all’età di 87 anni Maria Franca Fissolo Ferrero, presidente onoraria della holding Ferrero International S.A. e presidente della Fondazione Ferrero. Secondo quanto si apprende, è morta alle 5.30 nella sua casa di località Altavilla, sulla prima collina di Alba, città con cui il suo nome è rimasto indissolubilmente legato per tutta la vita.

Nata a Savigliano il 21 gennaio 1939, Maria Franca Fissolo ha attraversato da protagonista, pur mantenendo sempre un profilo estremamente riservato, la crescita di uno dei gruppi dolciari più importanti al mondo. La sua storia personale e professionale si intreccia con quella della Ferrero fin dagli anni Sessanta, quando entrò nell’azienda come interprete, iniziando un percorso che l’avrebbe portata al centro delle dinamiche familiari e imprenditoriali del gruppo.

Nel 1962 sposò Michele Ferrero, l’imprenditore che trasformò l’azienda di Alba in una multinazionale simbolo del Made in Italy, dando vita a prodotti iconici come Nutella, ovetti e praline. Con lui costruì una famiglia e contribuì, lontano dai riflettori, alla definizione delle strategie e dei valori che hanno caratterizzato l’identità dell’azienda nel corso dei decenni.

Dalla loro unione nacquero i figli Pietro e Giovanni, entrambi coinvolti nella guida dell’azienda di famiglia. Dopo la scomparsa prematura di Pietro nel 2011 e quella di Michele Ferrero nel 2015, il gruppo è passato sotto la guida di Giovanni Ferrero, oggi alla guida del colosso dolciario internazionale.

Il ruolo di Maria Franca Ferrero

Maria Franca Fissolo ha rappresentato per anni un punto di equilibrio tra dimensione familiare e impresa, incarnando lo stile Ferrero fatto di riservatezza, attenzione al territorio e forte identità aziendale. La sua attività si è estesa anche alla Fondazione Ferrero, realtà impegnata in ambito culturale e sociale, particolarmente radicata nel territorio albese.

Nonostante una posizione patrimoniale di primissimo piano a livello internazionale, Fissolo ha sempre mantenuto un profilo pubblico molto basso, concedendo rarissime interviste e lasciando che fossero i risultati dell’azienda e le iniziative sociali a parlare per lei.

Con la sua scomparsa se ne va una figura chiave, spesso invisibile ma determinante, nella costruzione della storia industriale italiana del secondo dopoguerra. Alba e il Piemonte perdono una presenza simbolica legata non solo allo sviluppo economico del territorio, ma anche alla diffusione di un modello imprenditoriale fondato su continuità familiare, innovazione e forte responsabilità sociale.

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