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L’uomo che parla con gli scoiattoli: la storia virale nata nei parchi di Torino

Dal Parco del Valentino ai Giardini Reali, Maury racconta l’amicizia con Mr. Squizzy e lancia un messaggio alla città

Alessia Serlenga

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TORINO – “Parlo con gli scoiattoli”. Così si presenta su Instagram Maury, torinese, diventato noto sui social per i suoi video in cui dialoga con gli scoiattoli dei parchi cittadini. Noi di Quotidiano Piemontese abbiamo avuto l’opportunità di scambiare qualche chiacchiera con lui. E quella che emerge è una storia che va ben oltre la curiosità virale.

Tutto inizia a metà del 2021, in un periodo complicato della sua vita, segnato da problemi di salute e da una fase psicologicamente difficile. “Ero al Valentino quando ho incontrato il primo scoiattolo con cui ho davvero interagito. L’ho chiamato Mr. Squizzy.”

A differenza degli altri, che si avvicinavano per il cibo e poi scappavano, quel piccolo esemplare fece qualcosa di inaspettato: “Un giorno mi è saltato sulla spalla e ha iniziato a ‘parlarmi’ con quel versetto che ormai tutti sui social conoscono”.

All’inizio incredulo, Maury ha iniziato col tempo a riconoscere segnali, movimenti, brontolii e squittii. “Piano piano riuscivo a capirlo. Ho imparato quando mi avvertiva dell’arrivo di qualcuno, quando c’era un cane senza guinzaglio, quando aveva sete.” Le pause pranzo si sono trasformate in appuntamenti fissi, fino a diventare, come racconta, “veri e propri discorsi”.

Gli scoiattoli comunicano tra loro soprattutto in caso di pericolo, attraverso suoni e movimenti codificati. “Qualche volta mi è capitato di fare da interprete”, sorride Maury, ricordando le reazioni di Mr. Squizzy quando qualcuno si avvicinava troppo ai suoi nascondigli di nocciole.

Con il tempo, gli incontri si sono moltiplicati. Oggi Maury dice di avere “amici” nei Giardini dei Musei Reali, in Piazza d’Armi, lungo il Po e naturalmente al Valentino. “A Torino basta prendere una casa con giardino e ti danno uno scoiattolo in comodato d’uso!”, scherza.

Il legame con Mr. Squizzy è durato tre anni e mezzo. Poi, lo scorso inverno, durante la chiusura del parco per lavori, lo scoiattolo è scomparso. “Potrebbe essersi spostato, o potrebbe essergli successo qualcosa. So solo che la sua vita era lì, in libertà. E io, anche se tornavo a casa con l’ansia, sapevo che non potevo portarlo via.”

I video che lo ritraggono con scoiattoli sulla testa, sulle spalle o intenti a frugare nello zaino per rubare nocciole fanno sorridere migliaia di utenti. “Quando dico che parlo con gli scoiattoli, molti pensano che li stia prendendo in giro. Poi vedono i video e mi dicono: cavolo, è vero!”

Ma dietro l’aspetto divertente c’è una riflessione più ampia. “Credo che tutti possano imparare a comunicare con gli animali. Però prima dovremmo reimparare a comunicare tra di noi.”

Secondo Maury, negli ultimi anni, tra pandemia e uso massiccio dei social, si è persa parte dell’empatia e della capacità di dialogo diretto. “Per comunicare con gli animali bisogna capirli e rispettarli. Loro abitano questo pianeta da molto prima di noi. Abbiamo tanto da imparare.”

Non manca anche un messaggio civico. Se potessero incontrare il Comune di Torino e il sindaco, dice, gli scoiattoli farebbero una domanda precisa: perché così tanti cani vengono lasciati senza guinzaglio nei parchi? “Il cane segue il suo istinto. Un po’ di protezione non guasterebbe.”

Spesso definiti specie alloctona e invasiva, accusati di aver soppiantato gli scoiattoli rossi, i grigi – ricorda Maury – non sono arrivati da soli: “Sono stati introdotti dall’uomo e hanno fatto ciò che ogni essere vivente fa: sopravvivere. Finché restano nei parchi non danno fastidio a nessuno.”

Intanto, un libro è in lavorazione. Non parlerà solo di scoiattoli, ma intreccerà esperienze personali e riflessioni maturate in questi anni. Il sogno di Maury è continuare a trasmettere positività e, magari, collaborare con associazioni, biologi e università per tutelare gli animali.

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2 Commenti

1 Commento

  1. Oronzo

    25 Febbraio 2026 at 9:53

    Ma quante boiate.

  2. accaso

    25 Febbraio 2026 at 12:49

    vedo sempre più persone (spesso anziani) che portano “cibo” per gli animali che vivono nei parchi; dubito che conoscano davvero le reali conseguenze del loro gesto..

    forse non si rendono conto che il cibo processato (come il pane) è più dannoso che utile per gli animali; forse non sanno che in natura questi animali sopravvivono senza il loro aiuto (spesso più dannoso che utile)

    forse non tutti conoscono la legge della natura..

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