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Il richiamo a Baudelaire per “Mettersi a nudo”: come la fotografia incontra il pubblico a EXPOSED Torino Photo Festival
Dal 9 aprile al 2 giugno il festival dove “la fotografia mette a nudo le sue diverse anime, raccontando e inventando il mondo”
TORINO – EXPOSED Torino Photo Festival, in programma dal 9 aprile al 2 giugno, arricchirà culturalmente – e non solo – il suolo torinese invitando il pubblico all’osservazione, magari partecipando a mostre, lasciandosi affascinare dalle installazioni o passeggiando incontrando la fotografia in numerosi spazi della città.
Curato e realizzato da CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia e diretto artisticamente da Walter Guadagnini, il programma propone 18 mostre indoor e outdoor, con un obiettivo chiaro: rafforzare la vocazione di Torino come centro nevralgico della fotografia internazionale, ma anche costruire un rapporto diretto tra l’arte e la città.
Alla base del festival giace l’idea che non deve essere il pubblico a cercare la fotografia, ma la fotografia a incontrare il pubblico, e un evento così espanso e ramificato rende possibile proprio questo incontro.
Il tema del festival ispirato da Baudelaire
L’edizione di quest’anno si ispira alla riflessione sulla modernità del celebre poeta maudit Charles Baudelaire, che nella sua raccolta “Il mio cuore messo a nudo” definiva l’arte come la capacità di cogliere “il transitorio, il fuggevole, il contingente”. Un’idea che diventa chiave anche di lettura della fotografia contemporanea, poiché essa diviene strumento di rappresentazione delle trasformazioni intime e sociali.
“Mettersi a nudo – spiega Guadagnini, citando il tema – non significa solo svelamento fisico, ma un gesto simbolico di autenticità, liberarsi dalle sovrastrutture e osservare sé stessi e gli altri senza filtri”. La fotografia, più di ogni altro linguaggio visivo, riesce a rendere concreta questa tensione attraverso la verità di un volto, di un corpo o di un paesaggio.
Le mostre nei musei e negli spazi culturali
Il programma espositivo riunisce autori internazionali e figure centrali della fotografia italiana, sia recenti che appartenenti al secolo scorso. Tra i protagonisti delle mostre indoor ci sono Toni Thorimbert, Bernard Plossu, Dean Chalkley, Yorgos Lanthimos (regista di Kinds of Kindness), Ralph Gibson e la torinese Paola Agosti con la sua celebrazione del femminismo, insieme a progetti dedicati a figure storiche della fotografia come Auguste Belloc, Wilhelm von Gloeden e Carlo Mollino.
Esemplare e fuori dagli schemi museali, la mostra di Plossu “Dopo l’estate”, al Museo Regionale di Sceinze Naturali, dove tecnica e racconto fotografico isolano dall’aria nostalgica si mescolano con il sapere scientifico estrapolato dai dettagli degli scatti.
La città come galleria
Accanto alle esposizioni nei musei, EXPOSED porta la fotografia direttamente nello spazio urbano con un programma di installazioni outdoor. Dalla corte di Palazzo Carignano con un progetto che racconta la città attraverso quattro fotografi contemporanei, ai portici del centro con un lavoro dedicato alla Contessa di Castiglione e ancora Acrobati di Paolo Ventura sotto i portici di Piazza San Carlo, o l’esposizione FUORICAMPO sulla cancellata della Mole, la città sarà costellata di ritagli di tempo e di spazi Altri.
Come visitare le mostre
Molte esposizioni saranno accessibili gratuitamente tramite il Pass Exposed, valido dal 9 aprile al 2 giugno e scaricabile online dal sito del festival o da Turismo Torino e Provincia. Il pass digitale consente l’ingresso libero alla maggior parte delle mostre e offre riduzioni per alcune esposizioni in città.
Per Guadagnini la città rappresenta la condizione ideale per un festival fotografico: uno spazio urbano a misura di ‘miglio’ che facilita incontri e dialoghi. Non a caso il festival si sviluppa in un percorso diffuso che attraversa l’intera città: musei, archivi, chiese, portici, cancellate e perfino luoghi inattesi come parcheggi o edicole diventano supporti per la fotografia.
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