Intervista ad Alberto Cirio: le priorità del 2026 saranno la casa e i cantieri dei nuovi ospedali
Le liste d’attesa da accorciare sono la priorità della sanità piemontese
TORINO – Abbiamo intervistato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio per parlare del presente, ma soprattutto del futuro del territorio piemontese.
Alberto Cirio, quali sono oggi le priorità assolute della Regione Piemonte per il 2026?
Il 2026 è l’anno in cui apriranno i cantieri dei nuovi ospedali, a partire dal Parco della Salute di Torino, per il quale è in corso la conferenza dei servizi. Il nostro piano di edilizia sanitaria vale complessivamente quasi 5 miliardi, prevede la realizzazione di 11 nuovi ospedali, tutti localizzati e finanziati, 30 ospedali di comunità e 91 case di comunità: strutture moderne, d’eccellenza e distribuite sul territorio per cambiare il volto della sanità in Piemonte, sia per quanto riguarda le strutture d’emergenza e di cura sia per l’assistenza territoriale, perché il diritto alla salute è identico sia che si viva in una grande città, sia in un piccolo paese di montagna. L’altra priorità che ci siamo dati è la casa. Nel nostro patrimonio di edilizia pubblica, le case popolari, per capirsi, abbiamo oltre 3.000 alloggi pubblici che sono sfitti perché hanno bisogno di manutenzioni e sono non immediatamente abitabili. Stiamo lavorando a una misura che abbiamo chiamato «Una famiglia, una casa» che con 36 milioni di fondi europei consente di ristrutturare almeno un migliaio di questi alloggi e assegnarli alle giovani famiglie con figli a un prezzo calmierato. Un modo per sostenere le famiglie e la natalità e per riqualificare il patrimonio di edilizia pubblica.
Come intende la Regione affrontare le criticità del sistema sanitario piemontese, in particolare sulle liste d’attesa e sulla carenza di personale?
Le liste d’attesa sono per noi il primo dei fronti di azione. Nel 2025 prima regione in Italia abbiamo iniziato a fare esami e visite la sera e nel fine settimana e sono state fatte oltre 250 mila prestazioni in più. Nel 2026 abbiamo confermato il servizio con 35 milioni di euro aggiuntivi. Stiamo intervenendo anche sul personale: dopo anni di mancate assunzioni, rispetto al 2019, nella sanità piemontese lavorano 4400 persone in più. È partito un concorso per 700 posti, che consentirà di aumentare questi numeri e avere più personale significa poter erogare più prestazioni e quindi abbattere le liste d’attesa. Entro l’estate avremo finalmente il nuovo CUP, integrato con l’intelligenza artificiale, che prenderà in carico direttamente i pazienti cronici prenotando le visita senza lunghe attese al telefono per ottenere gli appuntamenti.
Quali strategie sono previste per sostenere le imprese piemontesi in un contesto economico incerto e competitivo?
Sulle imprese lavoriamo su più fronti. Mettiamo a disposizione risorse regionali ed europee, a partire dal PR FESR 2021–2027, per sostenere innovazione, digitalizzazione, transizione ecologica e accesso al credito, con attenzione alle filiere strategiche del Piemonte. Nei giorni scorsi abbiamo approvato il Cresci Piemonte, la norma speciale che dimezza i tempi delle varianti urbanistiche e semplifica le procedure. Ridurre i tempi vuol dire rendere il territorio più attrattivo per chi investe e crea lavoro. Stiamo lavorando anche sul fronte energetico: con le gare per le concessioni idroelettriche, la Regione ha un tesoretto di energia a prezzi calmierati che può mettere a disposizione delle aziende per attrarre investimenti.
Che ruolo può giocare il Piemonte nella transizione ecologica e nello sviluppo delle energie rinnovabili?
Lavoriamo su vari segmenti. Abbiamo attivato oltre 50 milioni di euro tra fondi regionali ed europei per interventi di efficienza energetica su immobili, sistemi industriali, impianti sportivi e per favorire le fonti rinnovabili e sistemi di autoconsumo. La vocazione del Piemonte è quella dell’idroelettrico, per conformazione naturale, ma abbiamo deciso di puntare anche sull’idrogeno e, all’interno dei progetti bandiera del Pnrr, con l’Hydrogen Valley” abbiamo 10 milioni di euro rivolti a imprese, enti pubblici e mondo della ricerca per costruire la filiera dell’idrogeno, dalla produzione alla distribuzione, accompagnando la transizione energetica e dando nuova vita a siti industriali dismessi.
Spazio e digitale: come pensate di valorizzarli e svilupparli ulteriormente?
Sul digitale stiamo accompagnando le imprese, grandi e piccole. Con la programmazione 2021–2027 abbiamo investito 41 milioni di euro sulla digitalizzazione dei processi produttivi, finanziando 79 progetti strutturali e coinvolgendo circa 3.000 piccole imprese con i voucher digitalizzazione. A questo si aggiungono 17 milioni di euro per le certificazioni, con 968 domande presentate, e 90 milioni di euro per la ricerca industriale nelle filiere tecnologiche strategiche, dall’aerospazio all’automotive fino alle nuove tecnologie. In totale parliamo di migliaia di imprese coinvolte.
Quali interventi concreti sono in programma per contrastare lo spopolamento delle aree montane e dei piccoli comuni?
Per il Piemonte la montagna è un patrimonio prezioso, che intendiamo sostenere e promuovere non solo dal punto di vista turistico. Dopo le “botteghe dei servizi”, antenne per i servizi sul territorio, e il bando “vado a vivere in montagna”, per favorire il recupero di immobili abbandonati e rilanciare la residenzialità nelle terre alte, il Piemonte ora ha messo in campo una misura strutturale da oltre 10 milioni di euro, attraverso il Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane, destinata alle Unioni montane per una programmazione triennale che interviene dove serve davvero. Stiamo investendo sulla banda ultra-larga perché occorre garantire collegamenti e servizi efficienti anche nelle zone rurali e più lontane dai grandi centri.
Come sta procedendo l’utilizzo dei fondi del PNRR in Piemonte e quali progetti ritiene più strategici?
Sul PNRR il Piemonte si muove nel pieno rispetto dei tempi, come certificato anche dalla Corte dei Conti. I progetti più rilevanti riguardano sanità, infrastrutture, mobilità, scuole, servizi sociali e digitalizzazione. I progetti sono in fase di esecuzione e, sui vari dossier, rappresentano un’iniezione di innovazione e modernità nel nostro sistema economico.
Parliamo di sport: come finirà la proposta di portare a Torino le gare delle Olimpiadi francesi del 2030. Che altri eventi sportivi pensate di portare in Regione?
Torino e il Piemonte hanno messo sul tavolo una candidatura credibile per ospitare le gare del pattinaggio di velocità delle Olimpiadi invernali francesi del 2030 all’Oval. Sappiamo che ci sono anche altre candidature, ma riteniamo – come riconosciuto anche dai miei colleghi delle regioni francesi e da alcuni ministri del governo, in particolare Tabarot, di poter essere la sede giusta avendo dimostrato una straordinaria capacità di organizzazione dei grandi eventi. A partire dalle Nitto Atp Finals per cui abbiamo già avuto la conferma per il 2026 e 2027 e siamo molto ottimisti riguardo agli anni fino al 2030.
Quali politiche regionali sono previste per favorire l’occupazione giovanile e trattenere i talenti sul territorio?
Per trattenere i giovani occorre fornire loro formazione d’eccellenza. Con le Accademie di filiera lavoriamo su percorsi costruiti insieme alle imprese, per dare ai ragazzi le competenze che oggi le aziende cercano davvero. Accanto a questo ci sono due segmenti: per chi vuole mettersi in proprio, con il programma Mettersi in Proprio, e chi avvia nuove imprese. Sulle start up dal 2025 sono attivi 5 milioni di euro per la nascita e 10 milioni per la prima crescita, con fondi europei FESR 2021-2027, gestiti da Finpiemonte, puntando su digitale, salute e sostenibilità. Anche investire in nuovi settori produttivi significa offrire lavoro qualificato ai nostri giovani: penso a all’investimento di Silicon Box – la multinazionale di Singapore che ha scelto Novara e il Piemonte per la sua prima fabbrica di microchip in Europa – che cambia i connotati della nostra economia perché ci pone in uno scenario di innovazione e modernità: da un lato la tecnologia porta sviluppo e ricchezza, dall’altro genera lavoro qualificato e giovane. Insieme all’aerospazio, quella dei microchip è un’industria che aumenta le nostre possibilità di trattenere qui i giovani talenti e le alte specializzazioni. È un modo per evitare che i nostri figli vadano all’estero, negli Usa o in Asia.
In che modo la Regione intende rafforzare il sistema dei trasporti, in particolare per pendolari e collegamenti ferroviari?
Negli ultimi tre anni abbiamo riattivato linee ferroviarie che erano chiuse: la Asti–Alba, la Casale–Mortara, la Cuneo–Saluzzo–Savigliano, è finalmente operativo il collegamento diretto tra il centro di Torino e l’aeroporto di Torino e entro l’anno sarà completata tutta la linea fino a Ceres. Entro giugno saranno tutti in servizio i 71 nuovi treni e, grazie alle gare in corso sui servizi di Tpl, saranno potenziati i collegamenti nei fine settimana. A questo si aggiungono i servizi a favore della mobilità: con Piemove oltre 67 mila studenti universitari under 26 viaggiano gratis su tutti i mezzi pubblici delle città capoluogo in cui studiano.
Quali iniziative sono in campo per promuovere il turismo piemontese a livello nazionale e internazionale?
Il turismo in Piemonte continua a macinare record: dopo il 2024 – nel quale abbiamo registrato 6,28 milioni di arrivi e 16,89 milioni di presenze, il trend di crescita si è confermato anche nel primo semestre 2025 con il +2,2% arrivi, +5,3% presenze e una permanenza media che sale da 2,6 a 2,7 notti. In questo quadro, estremamente positivo, va rimarcata la presenza degli stranieri: sono il 53 per cento dei turisti. Vuol dire che il nostro mercato è il mondo e siamo entrati nelle rotte internazionali. A questo servono i grandi eventi, a partire da quelli sportivi, che sono grandissime vetrine di visibilità e promozione e anche il cinema che sempre più spesso, grazie alla nostra Film Commission, sceglie il nostro Piemonte per location di serie, film e produzioni tv.
Qual è la sua visione per il Piemonte nei prossimi dieci anni?
Quando ho iniziato a governare questa regione, ormai più di sei anni fa, il Piemonte era ai margini, in Italia e in Europa. Oggi la nostra è diventata una regione centrale, in Italia e nel mondo; punto di riferimento per settore strategici come l’aerospazio e l’intelligenza artificiale – anche grazie alla scelta del governo italiano di aprire qui la Fondazione per l’Ai -; cuore dell’Europa per l’interscambio delle merci grazie all’incrocio, proprio nel nostro Piemonte, dei due corridoi strategici europei per il trasporto delle merci e delle persone e motore del nord Italia dopo anni nei quali ne era stato il fanalino: i dati di Unioncamere che dicono che nel 2025 l’industria piemontese ha invertito la rotta con una crescita media annua dell’1,4%, trainata dall’aerospazio e da elettricità-elettronica, trasporti e alimentare, con un quarto trimestre a +3,3% di fatturato.
In questo contesto continuo a lavorare affinchè il Piemonte sia sempre di più il punto di riferimento per i grandi eventi planetari che sempre più spesso ci scelgono per i loro appuntamenti. Ultimo in ordine di tempo il WWE Premium Live Event che arriva per la prima volta in Italia e sceglie Torino, per un evento trasmesso live sul canale Espn negli Stati Uniti e su Netflix, con ricadute dirette per oltre 70 milioni di euro e un pubblico potenziale di 450 milioni di telespettatori in tutto il mondo.
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BKlovesAfrika
5 Marzo 2026 at 10:30
quante belle promesse.. l’unica vero interesse è la sanità privata (vedere risultati ultimi anni in Piemonte) e ovviamente la poltrona