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A Torino c’è un problema con le multe di GTT: continuano ad aumentare, ma più della metà non vengono pagate
Il gruppo che si occupa dei trasporti pubblici ha constatato che i tornelli, sperimentati su alcune linee, non hanno funzionato: prevista la rimozione
TORINO – Nel 2025, più del 70% delle multe del Gruppo Torinese Trasporti (GTT, si occupa del trasporto pubblico cittadino) non sono state pagate dai contravventori. Così, mancano 8 milioni di euro accumulati dal 2024 a oggi, nelle casse di GTT. I dati sono stati letti nell’ultimo Consiglio comunale di Torino dall’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta, in risposta a un’interpellanza della capogruppo di Forza Italia Federica Scanderebech.
+ 52,8% di multe nel 2025 rispetto al 2024
Le multe sono aumentate molto nel 2025: nel 2024 i controllori avevano comminato 99.452 multe, nel 2025 sono state invece 151.915, più di 416 al giorno. Nel solo gennaio 2026, le sanzioni risultano già 14.356 (463 al giorno). Molte, però, non vengono pagate: nel 2024 le contravvenzioni evase sono state 64.181 su 99.452, pari al 64, 5% del totale (circa 3, 5 milioni di euro di mancati incassi). Nel 2025 il numero sale a 106.561 su 151.915, cioè il 70, 1% (circa 3, 9 milioni di euro di introiti mancati). Come sottolineato dall’assessora Foglietta, GTT di fronte alle sanzioni non pagate procede con ingiunzioni e riscossione coattiva tramite Agenzia delle Entrate.
Le barriere non spaventano
Anche i tornelli, inseriti su alcuni mezzi in sperimentazione dal 2019, non hanno ottenuto l’effetto deterrente sperato. Oggi le barriere sono presenti su venti bus, circa il 3% della flotta, impiegati sulle linee 6, 19, 44, SE1 e SE2. Il meccanismo è semplice: si sale solo dalla porta anteriore, si valida il biglietto e il tornello si apre con una luce verde. Per scendere, invece, si usano le porte centrali o quella posteriore. Tuttavia, ancora molti passeggeri riescono a salire senza biglietto, e se arriva la multa, in molti casi non viene pagata. Da qui la decisione di Gtt: nessuna nuova installazione e progressiva rimozione dei tornelli esistenti, giudicati troppo costosi rispetto ai benefici. L’azienda ha già previsto un cronoprogramma di rimozione dei dispositivi installati. Una scelta che non convince l’opposizione. Secondo Scanderebech, infatti, «le esperienze di molte città europee dimostrano che i tornelli, se gestiti correttamente e come unico sistema di accesso, possono ridurre drasticamente l’evasione tariffaria».
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Gianfranco Nigro
17 Marzo 2026 at 18:19
In altre città europee e nella gran parte delle linee private è l’autista che accerta che il passeggero abbia un biglietto valido.
Forse non si può applicare su linee e orari affollati ma sicuramente funziona.
Il problema è che GTT, al contrario delle aziende private, non prova neanche a convincere gli autisti a farlo anche perché ci sono forti resistenze.
La conseguenza è che GTT, con la complicità del Comune, butta soldi pubblici in cose inutili: i tornelli come dice l’articolo non servono.