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A Novara un presidio per Ahmadreza Djalali, il ricercatore dell’Università del Piemonte Orientale detenuto in Iran
Bisogna mantenere viva l’attenzione pubblica e non dimenticare Ahmadreza Djalali
NOVARA – Da tempo ormai non ci sono notizie di Ahmadreza Djalali, il medico e ricercatore dell’Università del Piemonte Orientale arrestato in Iran nel 2016 e detenuto da dieci anni a Teheran, nel carcere di Evin. Condannato a morte nel 2017 con l’accusa di spionaggio, Djalali si trova in una situazione che, dopo l’attacco USA e Israeliano all’Iran, è sempre più drammatica e fuori controllo.
La moglie, Vida Mehrannia, non ha più avuto contatti con lui. Il silenzio si aggiunge a una condizione sanitaria già fragile: negli ultimi anni le condizioni di salute di Djalali si erano progressivamente aggravate, anche a causa della lunga detenzione e delle cure mediche ritenute insufficienti. Di fatto è in pericolo di vita.
Per non spegnere i riflettori sul caso, il Gruppo di Novara di Amnesty International Italia ha organizzato un presidio per continuare a chiedere la liberazione del ricercatore. Appuntamento sabato 11 aprile dalle 16.00 alle 19.00 in piazza Matteotti, Novara.
Di seguito la nota:
Il 25 aprile segnerà il decimo anniversario della detenzione arbitraria dell’accademico svedese-iraniano Ahmadreza Djalali, già ricercatore presso l’Università del Piemonte Orientale di Novara. Arrestato in Iran con l’accusa di spionaggio, è stato condannato a morte al termine di un processo gravemente iniquo e privo delle più basilari garanzie.
Nel corso della detenzione ha subito gravi e ripetute violazioni dei diritti umani: lunghi periodi di isolamento, la negazione dell’accesso a un legale, torture e altri maltrattamenti, incluse minacce di morte finalizzate a estorcere una “confessione”. Le sue condizioni di salute, già compromesse, si sono progressivamente aggravate nel tempo.
La moglie e i figli hanno dovuto affrontare enormi difficoltà per ottenere informazioni affidabili sulla sua situazione, vivendo anche prolungati periodi di totale silenzio che hanno alimentato angoscia e timori per la sua vita.
Nell’ultimo anno, la sua esistenza è stata ulteriormente esposta a pericoli, anche in relazione alle operazioni militari israeliane e statunitensi in Iran, anche contro strutture detentive in Iran.
Fin dall’inizio, Amnesty International Italia si è impegnata con determinazione per la sua liberazione, attivando ogni canale diplomatico disponibile e continuando a farlo senza sosta, nonostante la persistente mancanza di risposte da parte delle autorità iraniane.
Per mantenere viva l’attenzione pubblica e non dimenticare Ahmadreza Djalali, invitiamo autorità, giornalisti, studenti, associazioni e cittadini a partecipare al presidio organizzato dal Gruppo di Novara di Amnesty International Italia, sabato 11
aprile a Novara.All’iniziativa saranno presenti il Sindaco di Novara, Alessandro Canelli e alcuni Professori dell’Università del Piemonte Orientale, colleghi di Ahmadreza Djalali.
AGIAMO ORA: IL SILENZIO UCCIDE
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