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Valanghe, rischio marcato in Piemonte: attenzione al rialzo termico

Le condizioni attuali sono ingannevoli: stabilità apparente al mattino, ma evoluzione verso scenari più instabili nel giro di poche ore

Gabriele Farina

Pubblicato

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TORINO – Il Piemonte alpino resta sotto osservazione per il rischio valanghe anche nella giornata di mercoledì 8 aprile 2026, con condizioni tipicamente primaverili che impongono prudenza soprattutto nelle ore centrali della giornata.

Secondo il bollettino pubblicato da ARPA Piemonte, il grado di pericolo è 2 – moderato, ma con locali aumenti fino a 3 – marcato alle quote più elevate, in particolare oltre i 2200 metri.

Neve bagnata e temperature in aumento

Il fattore principale di instabilità è rappresentato dal rialzo delle temperature, con lo zero termico che può raggiungere i 3400 metri nel corso della giornata.

Questa situazione favorisce la formazione di valanghe umide e bagnate, tipiche della stagione primaverile. In particolare:

  • al mattino il manto nevoso risulta ancora relativamente stabile
  • con il passare delle ore, il sole e il caldo ne provocano un rapido indebolimento
  • aumentano i distacchi spontanei, soprattutto sui pendii ripidi e soleggiati

Non si escludono valanghe di medie dimensioni, soprattutto nelle zone rocciose e nei canaloni.

I punti più critici

Le situazioni più delicate si registrano:

  • sui pendii ripidi esposti al sole, dove la neve perde coesione rapidamente
  • nelle ore centrali e pomeridiane
  • in alta quota, dove permangono strati deboli nella neve vecchia, specie sui versanti nord e nord-est

In questi casi, anche un forte sovraccarico (come il passaggio di sciatori) può provocare distacchi.

Escursioni: partire presto e rientrare in anticipo

Gli esperti raccomandano una gestione prudente delle attività in montagna. Il bollettino sottolinea chiaramente che:

  • le escursioni dovrebbero essere brevi e programmate al mattino
  • è consigliato rientrare prima del riscaldamento diurno
  • evitare pendii ripidi nelle ore più calde

Si tratta di un comportamento tipico della stagione primaverile, quando il rischio non è tanto legato a nuove nevicate, ma alla trasformazione del manto nevoso.

Un rischio “moderato” da non sottovalutare

Il grado 2 della scala europea non deve trarre in inganno: il pericolo è definito “moderato”, ma può aumentare rapidamente durante la giornata e in funzione dell’esposizione dei versanti.

Le condizioni attuali sono quindi ingannevoli: stabilità apparente al mattino, ma evoluzione verso scenari più instabili nel giro di poche ore.

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