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Addio al supermercato dell’ambiente di Torino: Green Pea si trasforma in hub di uffici e grandi eventi
La scommessa di trasformare i cittadini in consumatori consapevoli sembra aver trovato un limite definitivo nel mercato torinese
TORINO – Inaugurato nel dicembre 2020 come sfida di Oscar Farinetti alla crisi climatica, il centro commerciale Green Pea abbandona definitivamente la sua vocazione di “supermarket dell’ambiente”. I 15 mila metri quadri di legno e acciaio situati accanto a Eataly Lingotto non ospiteranno più marchi di abbigliamento, arredo o cosmesi sostenibile, ma si trasformeranno in uno spazio dedicato a uffici aziendali e grandi eventi.
La metamorfosi è già evidente: le vetrine al piano terra sono oscurate e i cantieri lavorano per adattare gli spazi alle nuove esigenze. A partire da settembre 2026, l’edificio accoglierà due importanti aziende che porteranno un indotto di oltre 400 persone, trasformando i reparti retail in moderni uffici. Una strategia anticipata dal presidente Francesco Farinetti e dall’AD Marco Piarulli, che punta a valorizzare la sezione dell’edificio che negli ultimi anni ha mostrato maggiore tenuta: gli eventi d’impresa, lo smart working e le attività culturali che hanno già ripopolato i piani alti del progetto firmato da Cristiana Catino.
Nonostante un fatturato di circa 5 milioni di euro, il percorso di Green Pea non è mai decollato. Il mercato del lusso sostenibile, con fibre riciclate ed eco-cashmere, ha faticato a competere con i grandi marchi tradizionali, soprattutto in un contesto torinese dove la combinazione tra giovane età e alto potere d’acquisto si è rivelata più rara del previsto.
Green Pea ammette quindi la sconfitta sul fronte delle vendite. L’insegna resterà visibile sull’edificio, ma la sua anima commerciale svanisce per lasciare spazio a un polo terziario e post-industriale. La scommessa di trasformare i cittadini in consumatori consapevoli, oltre la tavola, sembra aver trovato un limite definitivo nel mercato torinese.
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